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Lavoro: operazione nella Piana del Fucino di contrasto al caporalato

Sospensione dell’attività per tre aziende. Ispettori del ministero hanno trovato 61 lavoratori irregolari e 15 “in nero”
Roma, 28 Sep 2017 09:25:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
In attuazione delle direttive emanate dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), nella giornata dello scorso 26 settembre è stata una vasta operazione di controllo dei lavoratori impegnati nelle attività di raccolta degli ortaggi che caratterizzano in questo periodo la Piana del Fucino, in provincia de L’Aquila. All’operazione, coordinata dall’Ispettorato Interregionale del Lavoro di Roma, diretto da Orazio Parisi, hanno partecipato ispettori del lavoro provenienti da tutte le sedi abruzzesi dell’INL e dal Lazio, unitamente ai militari del Comando carabinieri Tutela del Lavoro Gruppo di Roma, comandati dal Ten. Colonnello Aniello Speranza, con il supporto dell’Arma territoriale di Avezzano e del 16mo Nucleo Elicotteri carabinieri di Rieti. Le verifiche hanno riguardato la posizione di 140 lavoratori e di 16 aziende agricole e gli accertamenti sono ancora in corso.

Dai primi risultati emerge il rinvenimento di almeno 61 lavoratori irregolari e 15 lavoratori cosiddetti in nero, in quanto completamente sconosciuti alla P.A., di cui 3 in stato di clandestinità. Sono stati adottati 3 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per utilizzo di manodopera in nero nella misura del 20 per cento rispetto a quella complessivamente impiegata nelle attività di raccolta. Allo stato risultano accertate sanzioni per oltre 40 mila euro. L’operazione si inserisce in una ampia azione di contrasto al caporalato e allo sfruttamento della manodopera extracomunitaria che prosegue ormai da mesi in tutta la regione Abruzzo e in particolare nei territori vocati all’agricoltura della Marsica. Soddisfazione è stata espressa dal direttore Centrale della Vigilanza INL, dott. Danilo Papa, che ha sottolineato come, “nell’ambito della vigilanza in agricoltura è fondamentale poter contare su un ampio numero di unità ispettive e sulla sinergia con i corpi militari; sono accertamenti che richiedono importanti risorse, anche di carattere finanziario, ma sui quali è bene impegnarsi non solo in ragione di direttive di carattere politico ma perché sono finalizzati a contrastare le forme più gravi di sfruttamento dei lavoratori.”

Apprezzamento espresso anche dal Comandante del Comando carabinieri Tutela Lavoro, Colonnello Nicodemo Macrì, il quale ha evidenziato che “un intervento di questo genere, che ha visto il coinvolgimento di più componenti dell’Arma - territoriale, specialistica ed aerea - e degli Ispettori del lavoro, peraltro provenienti anche da altre sedi, ha consentito di ottenere risultati di piena soddisfazione in un’area operativamente difficile da aggredire per conformazione del territorio e poliedricità delle lavorazioni su essa insistenti. Si tratta, quindi, di un modello da affinare, sviluppare ed esportare anche in altri contesti”.