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Terrorismo

Terrorismo, Razzante: Pokemon Go e Social potenziali ‘armi’ a disposizione per colpire

Il direttore dell’Osservatorio antiterrorismo al VELINO: Tutti accedono a mappatura dei luoghi di maggiore concentrazione dei giovani. Il nuovo terrorismo si distingue per abilità informativa
Roma, 01 Aug 2016 14:47:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
“Tutti gli strumenti informativi che hanno basi tecnologiche che consentano monitoraggi di spostamenti di persone da un luogo all’altro, nonché i social network, sono potenziali ‘armi’ a disposizione dei terroristi, senza eccezione alcuna”. Così al VELINO Ranieri Razzante, direttore dell’Osservatorio antiterrorismo in merito ai rischi che possono correre i giovani nel giocare ai social game che vanno per la maggiore nell’estate 2016. Primo su tutti il fenomeno del momento, Pokemon Go: “I terroristi hanno a disposizione – scaricando l’app – una vera e propria mappa dei luoghi di maggior concentrazione e frequentazione degli adolescenti che seguono il gioco, a partire dalle cosiddette ‘palestre’ dove i famosi mostriciattoli possono allenarsi o partecipare alle battaglie”, prosegue Razzante che è anche professore di legislazione antiriciclaggio all’Università di Bologna.

“Mi chiedo inoltre chi decida come spostare i Pokemon e dove allocarli nella mappatura mondiale, e in caso cosa potrebbe accadere se hacker terroristi riuscissero ad entrare nel sistema originale e a manovrare le allocazioni”. Razzante ricorda che “questo è un terrorismo che si caratterizza – rispetto a così come lo conoscevamo fino a qualche anno fa – proprio per la dimestichezza con gli strumenti informatici e per la disponibilità delle tecnologie avanzate. Quindi bisogna aggiungere professionalità a quelle che gi si hanno e creare una rete di esperti di Intelligence europea e internazionale che con la collaborazione delle società che gestiscono i siti web e i social network possa ‘perquisire a fondo in qualsiasi momento il web. Soprattutto il dark web”, conclude. “Ovviamente la responsabilità non ricade su chi produce i giochi e i social ma occorre tenere alta la guardia in modo preventivo”.