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Giochi, Ferderserd: proposta governo su riordino non è da "disprezzare"

"Mossa da giocatore esperto di poker, si potrebbe dire della proposta governativa"
Roma, 08 Aug 2017 11:01:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
“Mossa da giocatore esperto di poker, si potrebbe dire della proposta governativa sul riordino dei giochi. Andiamo a vedere che carte hanno in mano gli enti locali, ovvero quanto sono capaci di decidere nel merito della effettiva distribuzione della offerta di gioco (macchinette, perché di altro non si parla)”. E’ il commento di Federserd, Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze, alla proposta governativa di riordino dei giochi. “Il governo fissa alcune regole di sistema che riducono complessivamente l’offerta (numero totale di apparecchi e di punti vendita per regione, limiti orari complessivi, caratteristiche tecnologiche, requisiti di rispetto delle normative antiriciclaggio e di alcuni standard gestionali) e sta agli EE.LL. decidere come disciplinare il mercato in sede locale, con regole certe a partire dal 2018. Chiamare riordino dei giochi una proposta che prende in considerazione unicamente AWP e Vlt e la loro distribuzione territoriale, è forse un po’ presuntuoso, ma questa è stata la materia del contendere fin dagli esordi e dunque non poteva finire diversamente. Il documento rinuncia alla pretesa di disciplinare il mercato attraverso la definizione di precise caratteristiche di inquadramento delle tipologie dei locali di gioco, e si limita giustamente a definire i requisiti fondamentali per le autorizzazioni che gli enti locali dovranno usare come criteri di regolamentazione. Concede finalmente ai comuni l’accesso ad alcune banche dati gioco dei Monopoli, cosa che dovrebbe ridimensionare il balletto dei numeri e le sparate quotidiane del politico di turno, con la speranza che ne sappiano fare buon uso e non solo demagogia a fini elettorali. Definisce criteri di carattere quantitativo generale, che dovrebbero mettere fine alla babele di grida manzoniane sulle distanze dai luoghi sensibili, per dare ai comuni la possibilità di disciplinare numero e distribuzione degli apparecchi, con logiche più rispettose del buon senso e di ciò che di scientifico si conosce dei comportamenti umani”.

E ancora: “C’è poi una seconda parte del documento che enumera le buone intenzioni di modificare il modo di funzionare degli apparecchi, per renderli meno addittivi e forieri di patologia. Suggerisce di accogliere le raccomandazioni dell’Osservatorio sugli interventi tecnologici che si possono operare ai fini di depotenziare gli attuali meccanismi (velocità di gioco, assenza di limiti temporali e monetari, mancanza di alert, introduzione della tessera sanitaria ecc.) degli apparecchi, che ne aumentano i rischi di creare dipendenza. Peccato che tutto ciò venga rimandato ad un tempo indeterminato, che molto difficilmente troverà compimento. È difficile infatti pensare che, avendo deciso di rinnovare entro il 2018 il parco delle AWP e Vlt, sostituendole con apparecchi di nuova tecnologia, si possa procedere ad un secondo aggiornamento tecnologico a breve distanza, certamente oneroso, che introduca quei sistemi che potrebbero avere un effetto positivo sul contenimento delle derive patologiche dei comportamenti di gioco dei soggetti vulnerabili. Viene, come di consueto, sottolineata la necessità di operare controlli rigorosi sulle derive illegali che da sempre accompagnano il gioco d’azzardo, indicando correttamente alcuni indici territoriali di pericolosità criminale che andranno utilizzati come criterio aggiuntivo per la regolamentazione del mercato locale. Dunque ampio potere e di conseguenza responsabilità, agli enti locali che dovranno dimostrare di saper gestire una materia complessa e ricca di interfacce (sanitarie, economiche, sociali, legali, relazionali) individuando gli interlocutori competenti, che li sappiano aiutare e sostenere nel compiere scelte efficaci. Tutto ciò, nella ipotesi, non scontata, che si trovi l’accordo su questa proposta, mettendo fine ad una querelle che, al di là degli aspetti sicuramente strumentali e di bottega, forse alla fine sta producendo un risultato da non disprezzare”.