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Conti pubblici

Istat: deficit-Pil in II trimestre sale a 0,5%, in semestre scende a 2,4%

Pil +0,3 nel II trimestre, +1,5% su anno. Potere d’acquisto famiglie fermo
Roma, 03 Oct 2017 07:02:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil nel secondo trimestre del 2017 è stato pari al 0,5%, a fronte del 0,4% nel corrispondente trimestre del 2016. Complessivamente, nei primi due trimestri del 2017 si è registrato un indebitamento netto pari al 2,4% del Pil, in miglioramento rispetto al 2,6% del corrispondente periodo del 2016. Lo comunica l’Istat. Il saldo primario (indebitamento/accreditamento al netto degli interessi passivi), nel secondo trimestre 2017, è risultato positivo per 16.465 milioni di euro (17.448 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2016). La relativa incidenza sul Pil è stata pari a 3,8%, a fronte di 4,1% nel secondo trimestre del 2016. Nei primi sei mesi del 2017, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario è stato positivo e pari all’1,7% del Pil (+1,4% nello stesso periodo del 2016). Il saldo corrente (risparmio) nel secondo trimestre del 2017 è risultato positivo per 13.091 milioni di euro (12.183 milioni nel corrispondente trimestre dell’anno precedente). L’incidenza sul Pil è stata del 3,1%, a fronte del 2,9% nel secondo trimestre del 2016. Nei primi due trimestri del 2017 il saldo corrente in rapporto al Pil è stato positivo e pari allo 0,7% (0,4% nel corrispondente periodo del 2016). Le uscite totali nel secondo trimestre 2017 sono aumentate dello 1,6% rispetto al corrispondente periodo del 2016. La loro incidenza sul Pil in termini tendenziali è rimasta invariata (al 47,2%). Nei primi due trimestri del 2017 la relativa incidenza è stata pari al 47,1%, in riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2016.

Le uscite correnti hanno registrato, nel secondo trimestre 2017, un aumento tendenziale dell’1,3% risultante da una crescita dei redditi da lavoro dipendente (+0,2%), dei consumi intermedi (+0,9%), delle prestazioni sociali in denaro (+1,3%) e delle altre uscite correnti (5,8%), a fronte di una diminuzione degli interessi passivi (-2,3%). Le uscite in conto capitale sono aumentate in termini tendenziali del 4,8%; in particolare, gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 4,4% e le altre uscite in conto capitale sono aumentate del 16,7%. Le entrate totali nel secondo trimestre 2017 sono aumentate in termini tendenziali dell’1,3% e la loro incidenza sul Pil è stata del 46,7%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2016. Nei primi due trimestri dell’anno l’incidenza delle entrate totali sul Pil è stata del 44,7 %, invariata rispetto al corrispondente periodo del 2016.

Le entrate correnti nel secondo trimestre 2017 hanno segnato, in termini tendenziali, un aumento dell’1,7%; in particolare, a fronte di incrementi delle imposte dirette (+1,8%), delle imposte indirette (+1,9%) e dei contributi sociali (+2,3%), le altre entrate correnti sono diminuite (-1,1%). Si registra, inoltre, una riduzione delle entrate in conto capitale, dovuto principalmente alla riduzione delle imposte in conto capitale.

PIL - Nel secondo trimestre del 2017 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%. La stima dei Conti economici trimestrali diffusa il 1° settembre scorso aveva rilevato una variazione congiunturale pari a +0,4% e una variazione tendenziale dell’1,5%. Dal lato degli aggregati della domanda interna si registra, rispetto al trimestre precedente, una crescita dello 0,9% degli investimenti fissi lordi e dello 0,2% dei consumi finali nazionali, sintesi di un incremento dello 0,2% dei consumi delle famiglie residenti e delle Istituzioni Sociali Private (ISP) e di un andamento stazionario della spesa della Pubblica amministrazione (PA). Le importazioni sono aumentate dell’1,2% e le esportazioni hanno segnato una variazione nulla. La domanda nazionale al netto delle scorte ha fornito un contributo di +0,3 punti percentuali alla crescita del PIL, derivante da apporti di +0,1 punti dei consumi delle famiglie e delle ISP, di +0,2 punti degli investimenti fissi lordi, mentre l’apporto è risultato nullo per quanto riguarda la spesa della PA. La variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del PIL per +0,4 punti percentuali, mentre il contributo della domanda estera netta è risultato negativo per -0,3 punti percentuali. Si rilevano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto dell’industria (+0,5%) e dei servizi (+0,3%), mentre l’agricoltura ha registrato un calo del 2,4%.

FAMIGLIE CONSUMATRICI: REDDITO E POTERE DI ACQUISTO - La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici (definita dal rapporto tra risparmio lordo e reddito lordo disponibile) nel secondo trimestre 2017 è stata pari al 7,5%, con una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,5 punti percentuali nei confronti dello stesso periodo del 2016. In termini congiunturali tale flessione della propensione al risparmio deriva da una crescita della spesa per consumi finali più sostenuta rispetto a quella registrata per il reddito disponibile (0,4% e 0,2% rispettivamente). Il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, a fronte di un aumento del deflatore implicito dei consumi pari a quello del reddito disponibile (0,2%). In termini tendenziali il reddito disponibile è aumentato dello 0,9% mentre il deflatore implicito dei consumi è aumentato dell’1,3%, determinando una flessione del potere di acquisto dello 0,3%. Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito come rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici, che comprendono esclusivamente la spesa per l'acquisto di abitazioni e per la loro manutenzione straordinaria, e reddito disponibile lordo) nel secondo trimestre del 2017 è stato pari al 5,9%, invariato rispetto al trimestre precedente e in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2016. In termini congiunturali si registra una flessione degli investimenti fissi lordi dello 0,2% a fronte del già segnalato aumento dello 0,2% del reddito lordo disponibile.

SOCIETA’ NON FINANZIARIE - La quota di profitto delle società non finanziarie (definita come rapporto tra risultato lordo di gestione e valore aggiunto lordo a prezzi base) nel secondo trimestre del 2017 è stata pari al 41,5%, con una diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,5 punti rispetto allo stesso trimestre del 2016. In termini congiunturali, la flessione di questo indicatore è il risultato di una crescita del risultato lordo di gestione dell’1,1%, lievemente inferiore rispetto a quella del valore aggiunto (+1,2%). Il tasso di investimento delle società non finanziarie (definito come rapporto tra investimenti fissi lordi e valore aggiunto a prezzi base) nel secondo trimestre del 2017 è stato pari al 20,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016. Gli investimenti fissi lordi delle società non finanziarie hanno segnato un’espansione del 2,1% in termini congiunturali e del 5,9% in termini tendenziali.