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Pd: Franceschini a Emiliano e Orlando: scegliamo capitano, ma giochiamo in stessa squadra

Il Ministro dei beni e delle attività culturali a Torino: “Il vento del populismo - che in Italia ha il volto di Grillo e Salvini – durerà. Ci serve un’area moderata con cui dialogare”
Roma, 11 Mar 2017 17:32:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
“Il Pd deve costruire un campo largo. Includere e non escludere. E Matteo Renzi ci deve condurre in questa strada”. L’intervento del ministro dei Beni e delle Attività culturali al Lingotto, Dario Franceschini, ha battuto molto sul tasto dell’unità del centrosinistra. “Dobbiamo lavorare per cucire, per unire. Partiamo dal Partito democratico. Le primarie – ha aggiunto - non devono lasciare lacerazioni. Molto dipenderà dalla qualità e dal confronto che ci porterà a scegliere il nostro leader. Voglio dire a Emiliano e Orlando, stiamo scegliendo il capitano ma giocheremo tutti nella stessa squadra. Sulle nostre spalle c’è il futuro della qualità della nostra democrazia.

Un occhio al Pd e uno sguardo attento anche ad alcuni competitor, a partire da Lega e M5S. “Il vento del populismo - che in Italia ha il volto di Grillo e Salvini – durerà. Lo abbiamo classificato come un fenomeno di destra. Non è così. Il populismo è entrato anche negli spazi che tradizionalmente sono gli spazi della sinistra. C’è qualcosa di più profondo e trasversale con il quale dobbiamo confrontarci. Dobbiamo essere trasversali – ha ricordato Franceschini - e la stagione di Renzi ha anticipato questa strada. Dobbiamo lanciare la sfida ai populisti sui valori e sui contenuti. Loro costruiscono muri e noi ponti. Per loro la politica è il veleno, per noi è servizio e volontariato”. “Noi non abbiamo paura della globalizzazione. La nostra risposta non è chiusura è apertura. La sfida più grande sull’educazione e la conoscenza. Evitano la paura della diversità. La conoscenza – ha chiosato il ministro - come antidoto al populismo”.