Accedi

Partito democratico

Pd, Renzi telefona a Emiliano dopo il fuorionda di Delrio

Franceschini: scissione ora sarebbe un dolore enorme. Cuperlo: fino all'ultimo dobbiamo cercare di evitare la scissione
Roma, 17 Feb 2017 13:05:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
Alla vigilia dell’assemblea Pd si infiamma la discussione interna al partito tra i renziani e i non renziani e anche all’interno dello stesso schieramento che fa capo al leader del Partito democratico. L’ultima fiammata arriva da un fuorionda in cui è protagonista il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Che sostanzialmente critica la linea di condotta tenuta da Matteo Renzi. Poco prima di un forum sul trasporto pubblico c’è uno scambio di opinioni tra Delrio e il presidente della Commissione Trasporti della Camera Michele Meta sulla situazione del Pd. Un microfono rimasto acceso ha captato la conversazione. Ebbene durante l’audio si sente Meta chiedere della minoranza. Delrio risponde che una parte ha già deciso ma poi critica Renzi che in una situazione del genere non avrebbe fatto neanche una telefonata per evitare la rottura. Passa poco tempo e la telefonata arriva. “Matteo Renzi mi ha chiamato e abbiamo parlato. Spero che il nostro confronto sia utile alle sue prossime decisioni”, scrive su Facebook il governatore della Puglia e candidato alla segreteria del Pd Michele Emiliano.

Poco prima aveva scritto sempre su Facebook lo stesso Emiliano: “Visto che Renzi non chiama nessuno per evitare la scissione adesso provo a chiamarlo io. Spero mi risponda e che si possa concordare in amicizia una soluzione che stia bene a tutti. Gli diró che con la conferenza programmatica e l'impegno a fare insieme la campagna elettorale delle prossime amministrative si possono fare le primarie in armonia a fine settembre dando tempo a tutti di girare l'Italia tra i circoli del Pd affamati di politica e di discussione. Se Renzi mi dirà sì io non parteciperò ad alcuna operazione di scissione”.

Lo stesso Delrio dopo la notizia del fuorionda ha dichiarato che Renzi “ha fatto più di una telefonata” e per evitare la rottura “ha concretamente dato segnali di amplissima disponibilità”. E che adesso non ci sono più alibi. “È il momento della responsabilità da parte di altri, la maggioranza ha fatto tutto il possibile”. Il riferimento di Delrio è all’appello lanciato da Renzi nell’intervista al Corriere della Sera in cui l’ex premier dice che “il Pd appartiene al popolo, non ai segretari. Faccio un appello ai dirigenti: bloccate le macchine della divisione. Non andatevene, venite. Partecipate. Le porte sono aperte, nessuno caccia nessuno. Ma un partito democratico non può andare avanti a colpi di ricatti. Apriamo le sedi dei circoli e discutiamo. E, finalmente, torniamo a parlare di Italia”. Anche se aggiunge: “Io voglio evitare qualsiasi scissione. Se la minoranza mi dice: o congresso o scissione, io dico congresso. Ma se dopo che ho detto congresso loro dicono ‘comunque scissione’, il dubbio – dice Renzi - è che si voglia comunque rompere. Che tutto sia un pretesto. Toglieremo tutti i pretesti, tutti gli alibi. Vogliono una fase programmatica durante il congresso? Bene. Ci stiamo. Martina, Fassino, Zingaretti, hanno lanciato proposte concrete. Vanno bene. Però facciamo scegliere la nostra gente: davvero qualcuno ha paura della democrazia?”.

La scissione "sarebbe soprattutto un dolore enorme. Il partito non è proprietà di alcuni capi che litigano. Stiamo discutendo di una forza politica che appartiene a milioni di persone, non ai leader. Persone che hanno faticato a sciogliersi in un soggetto unico, mettendo da parte storie gloriose e centenarie. E che oggi dicono: se è la casa di tutti, litighiamo, scontriamoci, ma senza abbandonarla o distruggerla”, dice il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che sta lavorando in prima fila per tentare una mediazione con la minoranza dem, in un’intervista a “Repubblica”. La sua proposta di mediazione consiste nell’allungare i tempi del congresso fino a maggio (primarie il 7) per poi avviare la campagna elettorale per le amministrative”.

"Io penso davvero che la rottura del Pd sia un danno - dice Gianni Cuperlo del Pd - Io sono affezionato alla mia storia e alla storia del mio partito. Farò di tutto per ricostruire le ragioni per cui la sinistra nel Pd non sia un'ospite indesiderata. Mi batterò nel Pd per un'alternativa al renzismo. Fino all'ultimo, dobbiamo cercare di evitare la scissione. E mi auguro che Renzi capisca che quel passo che gli è stato chiesto è un'esigenza politica, non perché è un avversario".