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Anno nuovo

Il 2017 saluta la fine del Corpo Forestale. In Italia 200 alberi a testa e 300mila kmq di foreste

Un forestale su Facebook: addio mia amata divisa
Roma, 02 Jan 2017 09:59:00
fonte: AGV NEWS/AGRICOLAE

Dal primo gennaio 2017 il Corpo Forestale dello Stato non esiste più. Lo si sapeva da tempo, nonostante le proteste di molti, il quarto corpo di polizia del paese è stato soppresso. E' scritto dalla riforma della Pubblica amministrazione, che prevede l’accorpamento della Guardia Forestale ai Carabinieri con circa 7mila forestali che passano all’Arma. Anche se le funzioni e le professionalità non dovrebbero essere disperse, scompare uno degli assiomi per garantire la sicurezza animale e non solo. In un paese dove ci sono sempre più boschi e foreste, che si espandono di anno in anno. Ogni italiano ha 200 alberi a testa.



L’Italia ospita un sistema forestale unico al mondo, che racchiude in una superficie di oltre 300mila chilometri quadrati un patrimonio inestimabile di diversità.

Secondo il censimento 2015 (integrato con i dati dei due rapporti Infc precedenti), oggi la selva cresce inesorabile alla velocità media dello 0,6% l'anno.
Le foreste dieci anni fa trattenevano - togliendole dall'atmosfera e fissandole sotto forma di tronchi, rami e foglie – circa 1,24 miliardi di tonnellate di carbonio organico.

Dal '71 al 2011 la natura si è ripresa con alberi, sottobosco e animali liberi circa 3,5 milioni di ettari italiani; altri 1,5 milioni di ettari sono stati invece edificati. In tutto, dal '71 al 2011 le superfici agricole (che sono anch'esse artificiali, come quelle edificate) hanno perso 5 milioni di ettari.





Senza contare che i boschi e la loro gestione rappresentano uno strumento fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici, la salvaguardia della biodiversità, la depurazione e regimazione delle acque. Costituiscono inoltre, la base produttiva non solo per le filiere industriali ma anche per lo sviluppo di nuove bioeconomie locali. Servono politiche chiare e strumenti normativi innovativi in grado di far convivere le necessità economiche del territorio e del settore e le esigenze sociali di conservazione e tutela del più importante e ricco patrimonio bioculturale d’Europa.



 

“Il tema della gestione attiva e sostenibile del patrimonio forestale nazionale è sempre più strategico e costituisce una priorità in relazione alla tutela del territorio, alla biodiversità e all’aspetto occupazionale“, aveva detto il viceministro Andrea Olivero nel corso del convegno nazionale organizzato dal Mipaaf con il Centro Politiche e Bioeconomia del CREA. “Le azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di dissesto idrogeologico insieme alla capacità di produrre valore aggiunto nel rispetto dell’ambiente costituiscono un’occasione di rilancio dei processi di sviluppo socioeconomico delle aree interne, rurali e montane del nostro Paese. Anche nel contesto internazionale siamo impegnati affinché la selvicoltura assuma centralità, in virtù della stretta correlazione con il fenomeno dei cambiamenti climatici; ciò è stato sancito anche nel recente accordo raggiunto a Parigi nell’ambito di COP21”





Un forestale scrive oggi su Facebook salutando l'anno nuovo: "Grazie mia vecchia divisa, grazie per le soddisfazioni ma anche per per le delusioni e le difficoltà, per avermi fatto crescere, per avermi dato di che sostenere me e la mia famiglia dignitosamente ma soprattutto per avermi dato l'opportunità di dare il mio contributo per preservare ciò che di più bello abbiamo, la natura, l'ecosistema, la biodiversità, le specie in via di estinzione...grazie, onorato di averti indossato per tutti questi anni".