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Celebrazioni del Trattato di Roma

Ue, Grasso: alzare muri negazione della nostra storia e non paga

Gentiloni: è il momento di difendere i valori Ue per evitare di rimpiangerli. Tajani: l’Ue va cambiata ma non distrutta o indebolita, voto in Olanda dimostra che c’è ancora voglia di Europa
Roma, 17 Mar 2017 15:43:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
“In anni recenti l'Unione si è dovuta confrontare con sfide epocali: la crisi economica e del lavoro, le diseguaglianze, le migrazioni, la grave instabilità geopolitica alle frontiere, la paura del terrorismo. Abbiamo reagito ma non sempre con solidarietà e razionalità e alcuni nostri cittadini hanno sviluppato sentimenti di disaffezione e di ostilità al progetto europeo che parte della politica ha sfruttato pericolosamente. Reagire chiudendosi, alzando muri fisici, ideologici e morali è la negazione della nostra storia e non paga: nessuno può sentirsi al sicuro, nessuno può fare da solo. Multilateralismo, solidarietà, diplomazia, pluralismo: questi sono i fondamenti del metodo che ci ha condotto fin qui, l'unico che ci porterà avanti”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso parlando in aula al Senato in occasione della conferenza dei presidente dell’Ue per il 60esimo anniversario della firma dei trattati di Roma.

Tajani: l’Ue va cambiata ma non distrutta o indebolita
“L’Ue va cambiata ma non va distrutta o indebolita”, ha quindi aggiunto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, intervenendo in Aula. “Ne pagheremmo tutti quanti un prezzo incalcolabile. Sta a noi, rappresentanti dei cittadini europei, cambiare l’immagine di un’Europa astratta, troppo burocratica e poco efficace. Sta a noi regalare un nuovo sogno a mezzo miliardo di persone. Ce lo chiedono soprattutto i giovani”.

Tajani: voto Olanda dimostra che c’è ancora voglia di Europa
“Stiamo affrontando uno dei momenti più difficili nei 60 anni della nostra storia, molti cittadini hanno un senso di smarrimento e cresce la distanza verso le Istituzioni”, ma “il recente voto in Olanda dimostra che c’è ancora voglia di Europa”.

Tusk: Trattato ha aperto le menti e ha aperto le societa'
“Il trattato ha aperto le menti e ha aperto le società. Non ricordiamo nemmeno com’era il mondo prima. E anche se vediamo ferite economiche ancora aperte” e abbiamo di fronte “sfide come la Brexit dobbiamo tornare” ai valori “del passato”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk in aula al Senato in occasione della conferenza dei presidente dell'Ue per il 60esimo anniversario della firma dei trattati di Roma. “’Il futuro non verrà costruito con la forza ma con l’applicazione costruttiva del metodo democratico e della libertà’ diceva De Gasperi ma ne apprezzo la validità e sono sufficienti a guidarci per il futuro”.

Napolitano: pericoli sono nello sciagurato risorgere dei nazionalismi
Le difficoltà e i pericoli sono nello sciagurato risorgere dei nazionalismi, non solo in Italia e in Europa, ma certamente in Europa”. Lo ha detto l’ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel corso del suo intervento al Senato in occasione della conferenza dei presidente dell’Ue per il 60esimo anniversario della firma dei trattati di Roma. “Serve chiarezza e coraggio sui punti essenziali: integrazione più stretta contro i pericoli dei nuovi nazionalismo, che fanno tutt’uno con i movimenti populisti. Contro nazionalismi e protezionismo che ci minacciano, ancora una volta la priorità è la pace, affidato al ruolo dell’Europa unita”.

Ue, Monti: In crisi per la propria debolezza ma anche per la propria audacia
“L’Ue è in crisi per la propria debolezza ma anche per la propria audacia. È temerario battersi per lo Stato di diritto, per i sistemi democratici, per il rispetto dei diritti e delle generazioni future per esempio su clima e ambiente. Portando la fiaccola di questi valori l’Europa va controcorrente”. Lo ha detto l’ex premier e commissario Ue Mario Monti in aula al Senato in occasione della conferenza dei presidente dell’Ue per il 60esimo anniversario della firma dei trattati di Roma. “Solo in tre campi l’Ue è rispettata e temuta nel mondo, là dove ci sono i poteri federali: commercio internazionale, concorrenza e moneta. Ma perché Europa vinca propria debolezza e difenda i propri valori credo vada ripensato l’atteggiamenti degli Stati membri verso l’Europa”. Monti ha ammesso che occorre guardarsi da “questa tenaglia micidiale di populismi dall’alto e dal basso”.

Gentiloni: è il momento di difendere i valori Ue per evitare di rimpiangerli
“Questo è il momento di difendere” i valori Ue “per evitare di rimpiangerli”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni in aula al Senato in occasione della conferenza dei presidente dell’Ue per il 60esimo anniversario della firma dei trattati di Roma. “Dobbiamo capire il più possibile la natura delle difficoltà che abbiamo davanti, non necessariamente transitorie” e “scavare” nelle difficoltà: in primo luogo “economiche e delle classi medie e basse del nostro Continente”.

Gentiloni: viviamo paradosso: parlare delle sue conquiste in un momento difficile
“In questi giorni dovremo convivere con il paradosso che in uno dei momenti più difficili dell’Ue parleremo delle sue conquiste e dei suoi risultati, dei regali fatti alla nostra generazione e a quelle che verranno. Dovremo essere consapevoli e non farci intimidire”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni in aula al Senato in occasione della conferenza dei presidente dell’Ue per il 60esimo anniversario della firma dei trattati di Roma. “Le raccontiamo perché sono la storia di questi 60 anni scarsamente conosciuta e valorizzata è stato uno dei nostri errori e delle nostre difficoltà”.

Gentiloni: fermare nazionalismi in tempo o dopo faremo fatica
La minaccia del terrorismo “ha destabilizzato in profondità i nostri paesi, poi i flussi migratori. Se vogliamo difendere le nostre conquiste dobbiamo guardare negli occhi i problemi”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni in aula al Senato in occasione della conferenza dei presidente dell’Ue per il 60esimo anniversario della firma dei trattati di Roma. “Una parte dei nostri concittadini si sente sempre più minacciata, meno protetta e cerca risposte. Tuttavia, molto spesso, si rivolge alla riscoperta di valori sovranisti” e procede “verso nazionalismi” che “se non fermiamo in tempo faremo fatica a fermare quando si saranno sviluppati più del dovuto. Una risposta non può essere un’Europa che si ferma”, ha detto Gentiloni.

Ue, Gentiloni: L’Europa deve andare avanti non escludendo nessuno
“L’Europa non deve stare ferma ma deve andare avanti scontando anche la necessaria flessibilità che ciò chiede. Andare avanti non significa escludere qualcuno, l’Italia non accetterà mai divisioni tra Europa di serie a di serie b ma non vogliamo che la velocità e la direzione di marcia sia stabilita da paesi più riluttanti”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni in aula al Senato in occasione della conferenza dei presidente dell’Ue per il 60esimo anniversario della firma dei trattati di Roma. “Credo si possa fare qualcosa in più su sicurezza e difesa e dare risposta al tema dell’immigrazione, alla crescita e allo sviluppo – ha aggiunto il premier –. Questi giorni sono propizi per rilanciare questi temi e a voi membri dei Parlamenti Ue chiedo di essere protagonisti di questo percorso. Quindi l’Europa può essere rilanciata ma nella misura in cui ai suoi governi verrà la spinta giusta”.