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Camorra

Camorra, latitante dei Di Lauro arrestato a Napoli dai carabinieri: tradito da prenotazione per Napoli-Inter

L'uomo al momento dell'arresto ha detto di volere una nuova vita lontano dallo spaccio
Napoli, 11 Oct 2017 08:04:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
Latitante da alcuni mesi e considerato elemento di spicco del clan Di Lauro è stato localizzato e catturato dai carabinieri di Napoli: tradito dalla prenotazione di un biglietto per l’atteso incontro Napoli-Inter che si terrà tra 10 giorni. È finito dunque in manette, Emanuele Niola, 33enne, napoletano, ritenuto elemento di spicco del clan camorristico “Di Lauro” e, fino a qualche anno fa, referente e controllore, per conto del clan, della piazza spaccio del Rione dei Fiori, il “Terzo mondo”, zona di Secondigliano. Niola, latitante da alcuni mesi, fuggiva da un provvedimento definitivo di condanna, un ordine di carcerazione emesso dalla Corte di Appello di Napoli, per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, in forza del quale deve espiare 6 anni e 7 mesi di reclusione. I carabinieri della sezione “Catturandi” del nucleo investigativo di Napoli lo hanno localizzato e tratto arresto in un autolavaggio di Secondigliano, dove era arrivato alla guida di un’anonima Fiat Punto, mentre si intratteneva a parlare con alcuni conoscenti. Quando è stato bloccato non ha opposto resistenza, ma ha riferito ai militari di volere una nuova vita, finalmente lontana dallo spaccio. A Emanuele Niola, gli investigatori sono arrivati grazie alla prenotazione di un biglietto per l’incontro Napoli-Inter che si terrà tra 10 giorni. Gli investigatori si sono insospettiti quando, chi per lui stava si stava procurando gli ingressi, in una telefonata con un amico ha fornito solo il proprio nome, temporeggiando sul secondo. Questo silenzio sul nome ha rafforzato e approfondito le indagini per la cattura di Niola, avendo intuito la sua probabile presenza nella zona nord di Napoli. Niola venne arrestato nel giugno 2013 dai carabinieri del R.o.s. e del comando provinciale di partenopeo che, coordinati dalla D.d.a., andarono a colpire le attività illecite del clan, con particolare riferimento ai copiosi traffici di cocaina provenienti dalla spagna per alimentare le piazze di spaccio cittadine. L’attività investigativa sfociò nell’esecuzione di 110 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal G.i.p. di Napoli, per associazione di tipo mafioso e di traffico internazionale di stupefacenti, tentato omicidio e detenzione illegale di armi, tutti aggravati da finalità mafiosa. Il provvedimento mise in ginocchio il circuito dei più stretti favoreggiatori del capo clan Marco Di Lauro.