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Gioco d'azzardo, seminario di formazione a Treviso

L'incontro nell'ambito del progetto "Conoscere le mafie, costruire la legalità" realizzato da Regione Veneto in collaborazione con Avviso pubblico
Roma, 05 Oct 2017 17:53:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
Si è tenuto presso l’Auditorium Sant’Artemio della Provincia di Treviso, il seminario di Formazione dal titolo “Il gioco d’azzardo in Italia: quadro legislativo, problematiche sociali e criminali, buone pratiche dei Comuni”. L’incontro, rivolto agli amministratori locali e organizzato con il patrocinio della Provincia di Treviso, si è tenuto nell’ambito del progetto Conoscere le mafie, costruire la legalità2, realizzato dalla Regione Veneto in collaborazione con Avviso Pubblico e con il contributo del Forum Italiano della Sicurezza Urbana. Al seminario sono intervenuti rappresentanti istituzionali, della magistratura e delle forze dell’ordine, esperti del settore ed amministratori locali. “Come Sindaci siamo chiamati ad essere i difensori del territorio – ha dichiarato Stefano Marcon, Presidente della Provincia di Treviso – Per questo motivo la questione della legalità e del gioco patologico è un tema che dobbiamo affrontare. Il nostro è un territorio ricco, che fa gola a chi intende investire denaro di provenienza illecita. Conoscere aiuta a prevenire e contrastare questi fenomeni illegali, ed è il senso di questo appuntamento formativo”

“L’azzardo non è un gioco, è un problema sociale con risvolti anche criminali – ha dichiarato l’assessore alla sicurezza della Regione del Veneto Cristiano Corazzari – perché l’industria delle scommesse e del denaro ‘giocato’ è facilmente permeabile a illegalità, riciclaggio e infiltrazioni della criminalità organizzata. La Regione Veneto ha assunto da tempo strumenti di prevenzione e contrasto al diffondersi del gioco d’azzardo, individuando anche precise norme di tipo urbanistico per consentire ai Comuni di regolamentare la presenza dei punti gioco e di assumere iniziative a tutela dei cittadini potenzialmente più esposti, come i minori e gli anziani. Quella intrapresa da molte delle amministrazioni comunali del Veneto è una battaglia difficile, ostica e anche molto osteggiata, ma che la Regione sostiene con convinzione e piena condivisione, sia con i propri atti legislativi e sia in sede nazionale. La recente intesa raggiunta nella Conferenza Stato-Regioni ha riconosciuto, su esplicita richiesta del Veneto, le misure più restrittive di prevenzione e contrasto adottate dagli enti locali, come orari di apertura e distanze minime dai luoghi di aggregazione. La legalità si difende anche così, anteponendo la salute delle persone e il bene delle famiglie, agli interessi delle lobbies dell’azzardo” .

“Il gioco d’azzardo rappresenta per questi territori una doppia criticità, in relazione alla presenza e agli interessi mafiosi – ha sottolineato Laura Lega, Prefetto di Treviso – Da una parte l’utilizzo del comparto economico legale per riciclare denaro frutto di proventi illeciti. Dall’altro i giocatori compulsivi possono far ricorso ai prestiti ad usura, alimentando ulteriormente in canali di profitto delle organizzazioni criminali. Ma non miriamo al proibizionismo, è invece necessario informare e formare i cittadini sui rischi connessi”. “Chi sta sul territorio, ad esempio la Polizia locale, può raccogliere informazioni anche in relazione agli affari mafiosi nel gioco d’azzardo lecito – ha precisato il Colonnello Carlo Pieroni, capocentro della Direzione Investigativa Antimafia di Padova – Ad esempio sul numero delle sale da gioco intestate alla stessa persona oppure sull’imposizione agli esercenti dello stesso fornitore di slot machine. Sono evidenze, frutto di un’osservazione della realtà, che devono essere segnalate alle autorità competenti”.

“La nostra esperienza di indagine sull’intreccio mafia/azzardo parte da una base concettuale – ha spiegato Barbara Sargenti, magistrato applicato alla Direzione Nazionale Antimafia – Il settore del gioco pubblico, la grande offerta di diverse tipologie e il volume delle puntate, hanno rappresentato una ghiotta occasione per le organizzazioni criminali. Non solo le mafie hanno continuato a gestire il settore sommerso del gioco illecito, ma sono riuscite ad acquisire attività economiche imprenditoriali nel settore del gioco lecito”. “Un tema centrale sul gioco è legato alla pubblicità – ha dichiarato Giulio Marotta, responsabile Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico – Si fanno campagne meritorie a livello locale, nelle scuole, per sensibilizzare i più giovani, ma è una battaglia impari se quando guardi la partita in televisione sei bombardato da messaggi che ti invitano a scommettere. Come Avviso Pubblico sosteniamo da tempo l’idea di giungere ad una regolamentazione analoga a quella dei tabacchi: un divieto assoluto di pubblicità”. 

“Il mio Comune ha deciso di organizzare eventi finalizzati a diffondere la cultura del gioco sano – ha illustrato Angela Gregorini, Vicesindaco di Pavia e responsabile sul gioco d’azzardo per Avviso Pubblico – Pertanto tutti i locali che si sono dichiarati interessati a dismettere le slot, e in parte anche coloro che già non le avevano, sono stati coinvolti insieme a scuole, associazioni, allo scopo di sostituire il gioco d’azzardo con il gioco sano, organizzando campionati di briscola, giochi di ruolo, esibizioni di danza e di atletica all’interno o all’esterno dei locali coinvolti. Nell’arco di un solo anno, 23 locali cittadini hanno rinunciato alle slot su un totale di 137 mappati: più del 15%” Ai partecipanti è stato anche consegnato in omaggio il libro ‘Lose For Life – Come salvare un paese in overdose da gioco d’azzardo’ un saggio autorevole, curato da Claudio Forleo e Giulia Migneco, con i dati più aggiornati, le riflessioni di alcuni tra i maggiori esperti del settore ed esempi di buone pratiche messe in campo dagli Enti locali contro il gioco patologico e le infiltrazioni mafiose. I successivi moduli formativi, rivolti al personale della Polizia locale, si svolgeranno il 18 ottobre, l’8 e il 22 novembre 2017.