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Usa

Dolore ed emozione per il discorso di commiato, ma anche speranza: “Lascio questo palco con un ottimismo ancor più grande di quando abbiamo cominciato”
Washington, 11 Jan 2017 07:36:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS/
“È stato l’onore della mia vita servirvi. Non mi fermerò. Resterò accanto a voi da cittadino per tutti i giorni che mi restano”. È stato intenso, partecipato e doloroso il discorso di commiato alla nazione del presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama da Chicago, dallo stesso luogo dove nel 2012 aveva celebrato la vittoria su Mitt Romney. “Vi chiedo di credere in voi stessi, nelle vostre capacità, il vero cambiamento siete voi”, ha detto Obama trasformando il suo ultimo discorso da presidente in un appello per rinnovare davanti ai suoi “fellow Americans” quel “Yes we can” che per lui è stata e resta cifra politica e, insieme, messaggio di speranza. “Lascio questo palco con un ottimismo ancor più grande di quando abbiamo cominciato”, ha detto. E ha avvertito: la disuguaglianza fra le classi economiche rischia di corrodere la democrazia americana. Se ogni questione economica viene dipinta come una “lotta fra ceto medio che lavora duro e minoranze immeritevoli”, tutti i lavoratori – ha predetto Obama - si ritroveranno loro malgrado a “combattere per le briciole” lasciate dai ricchi mentre questi “si ritireranno sempre di più nelle loro enclave private”.

Senza un miglioramento delle opportunità economiche, l’amarezza crescente e le divisioni che hanno flagellato gli Usa negli ultimi anni non potranno che peggiorare. Obama si è rivolto agli americani chiedendo attenzione e impegno affinché si riduca il ruolo corrosivo del denaro nella politica e si insista sui “principi della trasparenza e dell’etica” nella pubblica amministrazione. Non sono mancati riferimenti al tema della sicurezza: gli stati Uniti – ha avvertito Obama – continuano a dover fronteggiare sfide e minacce in tutto il mondo da parte dell’islamismo estremista e da parte di leader stranieri, che ha definito “autocrati”, spaventati dal dinamismo americano e dalla libertà. Altre grandi nazioni come Russia e Cina – ha sottolineato il presidente uscente – non potranno eguagliare l’influenza e il rispetto che gli Usa ancora conservano in tutto il mondo.

E ha ricordato i successi americani nella lotta contro lo Stato Islamico e contro altre forme di radicalismo islamista: “Abbiamo ucciso decine di migliaia di terroristi, compreso Osama bin Laden” e “la coalizione globale che guidiamo contro lo Stato Islamico ne ha eliminato i leader e ne ha sottratto circa la metà del territorio”. E ha aggiunto: “Lo Stato Islamico sarà distrutto, e nessuno fra coloro che minacciano l’America potrà mai sentirsi al sicuro”. Obama ha poi fatto appello al proprio successore Donald Trump (che s’insedierà il prossimo 20 gennaio) affinché prosegua la sua lotta contro le molte forme di discriminazione che – ha ammesso – flagellano ancora la società americana. Sono necessarie – ha ricordato – leggi contro la discriminazione nel mondo del lavoro, della formazione e della giustizia.

Outgoing US President Barack Obama listed his accomplishments, acknowledged rising forces of divisiveness and fear within the United States and pointed out what he called the main threats to democracy in his farewell speech in Chicago. “My fellow Americans, it has been the honor of my life to serve you. I won’t stop; in fact, I will be right there with you, as a citizen, for all my days that remain," Obama stated on Tuesday. “I leave this stage tonight even more optimistic about this country than I was when we started.” Obama warned that inequality between economic classes could corrode US democracy which has stalled progress and might only sharpen in years to come. “If every economic issue is framed as a struggle between a hardworking white middle class and undeserving minorities, then workers of all shades will be left fighting for scraps while the wealthy withdraw further in their private enclaves,” Obama predicted.

Without improved economic opportunity the growing bitterness and divisions that had plagued the United States in recent years would only get worse, Obama noted. Obama also called on Americans to reduce the corrosive role of money in their politics and insist on the “principles of transparency and ethics in public service.” The United States continued to face challenges around the world from violent Islamist extremists and from foreign leaders he termed “autocrats” who, he claimed, feared American dynamism and freedom. Obama claimed that other major nations such as Russia and China could not match the influence the United States still had around the world or the respect in which, he claimed it was still generally held. +++++++ The outgoing president also claimed success in the war against the Islamic State and other forms of Islamist extremism. "We’ve taken out tens of thousands of terrorists - including Osama bin Laden," Obama noted. "The global coalition we’re leading against ISIL [Islamic State] has taken out their leaders, and taken away about half their territory. ISIL will be destroyed, and no one who threatens America will ever be safe." Obama called on his successors in power to continue his fight against the many forms of discrimination that he admitted still plagued US society. “[The] United States must uphold laws against discrimination - in hiring, housing, education and the criminal justice system," he said. Obama steps down as the 44th US president on January 20 to be succeeded by President-elect Donald Trump.