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Def, Senato e Camera approvano scostamento bilancio e risoluzione maggioranza

Gentiloni: un voto all'insegna di responsabilità e stabilità. Mdp chiede abolizione superticket. Padoan: "Il sistema sanitario è sicuramente un ambito nel quale andranno valutate misure di miglioramento e di efficientamento"
Roma, 04 Oct 2017 13:21:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
L’aula del Senato ha approvato a maggioranza assoluta (181 voti favorevoli e 107 voti contrari) la risoluzione di maggioranza sulla Relazione di aggiornamento del piano di rientro verso l'Obiettivo di Medio Periodo. E' stata inoltre approvata a maggioranza semplice (164 sì, 108 no e un astenuto) la risoluzione di maggioranza sulla Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2017. "#Senato approva il quadro economico-finanziario della prossima legge di bilancio. Un voto all'insegna di responsabilità e stabilità", ha twittato il premier Paolo Gentiloni.

Ma sulla manovra monta a sinistra la polemica. Mdp ha votato lo scostamento di bilancio ma non la Nota. Uno dei motivi principe per non votare la manovra è il superticket sanitario. Mdp chiede la sua abolizione. E dal Pd ci sono state aperture in questo senso. La risoluzione di maggioranza (a firma Luigi Zanda del Pd, Laura Bianconi di Ap e Karl Zeller delle Autonomie) presentata al Senato alla nota di aggiornamento al Def impegna appunto il governo a "rivedere gradualmente il meccanismo del cosiddetto superticket al fine di contenere i costi per gli assistiti che si rivolgono al sistema pubblico". Un’apertura che Pier Carlo Padoan non ha ignorato. "Il sistema sanitario è sicuramente un ambito nel quale andranno valutate misure di miglioramento e di efficientamento", ha detto il ministro dell’Economia intervenuto in aula.

Padoan ha ribadito che “l'economia italiana sta migliorando in modo visibile e sensibile, ed è ragionevole e non ottimistico pensare che continuerà a farlo”. “Dal punto di vista della crescita e dell'occupazione, i numeri sono chiari e anche la qualità del lavoro è chiara; dal punto di vista della finanza pubblica, si sta gradualmente ma decisamente consolidando, e ciò, per un Paese ad alto debito, come il nostro, continuamente sottoposto al vaglio dei mercati, prima ancora che delle istituzioni internazionali, un elemento fondamentale. La crescita – ha detto Padoan - si rafforza in quantità e in estensione per settori e Regioni del Paese e i rischi finanziari si allontanano dal punto di vista sia della gestione del debito pubblico che della riparazione profonda avvenuta e che continua ad avvenire nel sistema bancario, che ha sofferto profondamente la più grande recessione che ha colpito il Paese dal Dopoguerra. Si sta, quindi, andando nella direzione giusta, lungo quel sentiero che deve vedere la finanza pubblica impegnata a sostenere - in quantità e in qualità - la crescita e l'occupazione e allo stesso tempo accelerare il consolidamento”.

E ancora: “L'impostazione di finanza pubblica, dal punto di vista dei limiti che deve rispettare, parte da un valore concordato in sede europea, che peraltro deve essere ancora confermato a livello di Ecofin, di un aggiustamento di 0,3. Si tratta di un aggiustamento strutturale che va nella direzione giusta, ma che è meno opprimente diciamo così di quelli previsti dal DEF di aprile. E questo lo dobbiamo anche a un atteggiamento articolato in sede di Commissione europea, che riconosce un principio che la politica economica del Governo negli ultimi anni ha sempre affermato, e cioè la necessità di contemperare crescita e consolidamento. Quindi, l'aggiustamento dello 0,3 strutturale, che con i dati del PIL oggi disponibili equivale a 1,6 di indebitamento, va in quella direzione”. Ma l'ottimismo che viene citato, argomenta il ministro, “non deve essere - ha insistito il ministro - una ragione per fermarsi: al contrario, deve essere una ragione per accelerare lo sviluppo e renderlo strutturale e robusto; approfittare del momento ciclico favorevole a livello europeo e globale per trasformare questa crescita, che è ancora in parte ciclica, in crescita permanente e duratura, con tassi di crescita che già sono superiori a quelli che, ancora prima della crisi finanziaria, caratterizzavano l'economia italiana”. In serata arriva anche il via libera della Camera. Dopo l'ok del Senato anche l'Aula di Montecitorio ha votato sì alle risoluzioni della maggioranza sullo scostamento di bilancio e sulla Nota di aggiornamento al Def. Per la prima i voti favorevoli sono stati 358 e quelli contrari 133. Per la seconda 318 i sì e 135 i no.