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Casinò

Giochi, Casinò: il confronto tra la crisi delle case da gioco e possibilità di nuove aperture

Domani il secondo incontro tra MEF, Viminale e Federgioco. Ancora aperta la via della Delega fiscale
Roma, 15 Jun 2015 06:36:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
Si terrà domani 16 giugno il tavolo tecnico tra Ministero dell’Economia e delle Finanze, Viminale e Federgioco, l'associazione che riunisce i quattro casinò italiani. Il tema è il riordino normativo del settore delle case da gioco, e della possibilità in campo dall'aprile scorso (data del primo incontro a cui erano presenti anche i Monopoli di Stato) che passi attraverso l'atteso decreto attuativo della Delega fiscale, che prevede la riforma complessiva del gioco pubblico nel nostro Paese. I casinò sono sempre di più un tema di discussione nell'opinione pubblica tra le nuove proposte di legge e la crisi che attanaglia San Remo, Saint Vincent, Venezia e Campione; crisi vissuta anche nella fase di massima espansione del gioco pubblico vissuta negli ultimi anni. La scorsa setttimana poi è stata depositata, come spiegato da il VELINO, la proposta di legge per l’istituzione di case da gioco nei comuni di Taormina e San Pellegrino su iniziativa dei senatori Scilipoti, Isgrò, Serafini, Pagnoncelli e Zuffanda. Non è la prima in tal senso e questa vuole rispondere alla "sperequazione inspiegabile", come l'hanno definita i firmatari, che tutte i casinò siano ubicati al nord, penalizzando il sud sia da un punto di vista turistico, sia nella funzione disancentivante per i giocatori di scegliere mete estere come Malta.

DALL'ESTERO LA SOLUZIONE FUTURA? - A livello europeo la materia non è soggetta a regole comunitarie, se non per l'applicazione di regole generali (vedi la Direttiva 60 del 2005 sul riciclaggio del denaro con il limite dei contanti a 2 mila euro). Mentre è il regime interdittivo generale dell'attività dei casinò a essere un tratto distintivo comune. Sul tavolo in Italia la proposta, ribadita anche nell'ultima uscita pubblica di Baretta della scorsa settimana, di 
creare un’unica società di gestione dei quattro casinò italiani esistenti. Possibilità legata all'attuale proprietà pubblica delle quattro case da gioco; come avviene in altre realtà estere.
In Francia, il regime amministrativo è simile al nostro, tranne che per la differenza della possibile ubicazione nelle stazioni balneari, termali o climatiche (Loy 15 giugno 1907). La legge successiva del 1988 ha previsto una deroga con la possibilità di apertura nei comuni con più di 500 mila abitanti e con determinate finalità culturali. La legislazione francese qualifica poi l'attività dei casinò come servizo pubblico, al pari della ristorazione e dello spettacolo. E' il Ministero degli Interni transalpino a rilasciare l'autorizzazione, mentre la domanda passa per Viceprefetto e consiglio comunale sul territorio. La Gran Bretagna ha scelto il discrimine dimensionale (Gambling Act 2005) e parla di "regional", "large" e "small" in base alle dimensioni della casa da gioco stessa. Qui sono le autorità locali a concedere l'apertura che è limitata all'ambito territoriale. Sono in tre grandi gruppi a spartirsi poco meno di 150 casinò di varie dimensioni. In Spagna i 40 casinò operanti sono autoriazzati sempre dalle autorità locali; ed il rapporto è disciplinato da concessione come nel nostro sistema. In Germania sono i Lander a decidere se optatre per una gestione privata o una mista pubblico privata.