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Caos Ocm vino

Ocm vino, domani riunione Mipaaf-regioni per sciogliere nodi interpretazione norme

Stallo su procedimenti assegnazione risorse. Tutto bloccato
Roma, 09 Jan 2017 17:25:00
fonte: AGV NEWS/AGRICOLAE

Una vicenda, quella del caos nella gestione dei finanziamenti comunitari a sostegno della promozione dei nostri vini sui mercati internazionali che purtroppo continua a non trovare soluzioni per definire l’assegnazione delle risorse indispensabili per sostenere la competizione delle nostre produzioni vinicole sui mercati internazionali.

Domani riunione tra ministero e le regioni presso la sede a Roma della regione Puglia in via Barberini in vista della Conferenza unificata DEl 19 gennaio. L’obiettivo è quello di sciogliere i nodi relativi alla mancanza di una interpretazione univoca a livello regionale e nazionale di alcune norme dell’Ocm vino.ma all'incontro sembrerebbe non essere invitata l'Agea che è la struttira deputata a sbloccare lo stato di stagnazione in zui versa l'intera faccenda.

Il dicastero di Maurizio Martina, con il Decreto di Francesco Saverio Abate n. 97046 del 29 dicembre scorso, ha “rimesso in gioco” gli oltre 13,266 milioni di euro rinvenienti dalla gestione del primo invito dello scorso maggio che ha generato 2 graduatorie di assegnazione e 13 ricorsi al TAR del Lazio. La cui discussione è fissata al prossimo 21 marzo). Ma sono molti gli operatori e le organizzazioni che si dicono perplessi per i contenuti di un testo normativo privo di qualsivoglia contraddittorio con le organizzazioni della filiera vinicola nazionale e che appare privo di qualsivoglia tempistica per la definizione dei procedimenti che dovrebbero riassegnare le importanti risorse comunitarie agli operatori che esclusi all’esito della seconda graduatoria verosimilmente ripresenteranno nuove proposte progettuali. La conseguenza è che resta assolutamente indeterminata la decorrenza degli investimenti progettuali che all’esito di questo nuovo invito consentiranno agli operatori selezionati di sostenere la concorrenza delle produzioni vinicole italiane sui mercati internazionali.

C’è chi anche chi pensa tra gli operatori del settore che le omissioni (sia del contraddittorio come anche delle tempistiche di definizione dei procedimenti) sia voluta da parte di alcuni degli uffici di via XX Settembre che in questo modo potranno prendersi tutto il tempo necessario per capire che piega prenderanno i 13 ricorsi amministrativi instaurati dinnanzi al TAR del Lazio. Anche se una dilazione delle tempistiche, se fosse questo l’orientamento, vorrebbe dire un depauperamento delle risorse comunitarie visto che attendere il 21 marzo per decidere l’assegnazione vorrebbe dire affossare definitivamente le aspettative degli operatori che avevano saputo gestire e spendere le risorse comunitarie loro assegnate nei 7 anni precedenti rispetto alla pessima gestione dello scorso anno.

In un quadro dove in ogni caso, a parere dei giuristi interpellati da AGRICOLAE, sembrerebbe non esserci possibilità per le amministrazioni pubbliche di sottrarsi alle eventuali richieste risarcitorie di ristoro dei danni patiti da parte delle organizzazioni che, escluse lo scorso 14 ottobre, potrebbero essere riabilitate con le ordinanze, nel merito, che pronuncerà il TAR del Lazio il prossimo 21 marzo, con inevitabili e conseguenti, nel caso, code giudiziali per gli amministratori pubblici coinvolti nel procedimento dinnanzi alla nostra Procura della Corte dei Conti che chiederà conto di tutto quanto accaduto.

E non solo: come già segnalato lo scorso 30 dicembre (quando si diede notizia dell’emanazione del Decreto emanato da Francesco Saverio Abate) continua il grande malumore anche da parte di numerose organizzazioni regionali. Organizzazioni che seppure dichiarate assegnatarie di finanziamenti comunitari, sempre destinati alla promozione internazionale dei vini di qualità delle diverse regioni, ad oggi, (e nonostante le graduatorie siano state pubblicate lo scorso mese di luglio), continuano a non ricevere il contratto controfirmato da Agea che definisce l’assegnazione delle risorse comunitarie approvate dalle competenti Regioni.

AGRICOLAE ha cercato di approfondire la questione con alcuni operatori regionali ed anche qui emerge un quadro assolutamente sconcertante che confermerebbe la confusione nella quale sembrano operare gli uffici di Via XX Settembre.

Sembrano infatti trovare conferma le anticipazioni fatte da AGRICOLAE in base alle quali Agea non intenderebbe contrattualizzare l’assegnazione delle risorse con oltre 70 organizzazioni regionali (delle diverse regioni) per tutti quei programmi che all’esito delle verifiche precontrattuali svolte dalla medesima Agea hanno evidenziato situazioni di partite IVA sovrapposte con altri programmi nazionali e/o multiregionali con la conseguenza che ammonterebbero ad oltre 15 i milioni di euro di finanziamenti comunitari “bloccati” da Agea che di fatto stanno “ingessando” la promozione dei vini italiani nel mondo con conseguenze che sicuramente peseranno nell’economia del settore vinicolo italiano.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come e perché si è arrivati a questo incredibile stallo. Le responsabilità sembrano tornare sempre al dicastero di Martina e sembrano trarre sempre origine dal decreto emanato lo scorso mese di aprile (il n. 32072/2016 a firma di Maurizio Martina) e dal Decreto direttoriale emanato da Emilio Gatto (all’epoca direttore generale delle promozione) che con una interpretazione della norma relativa all’art. 6, paragrafo 3 del D.M. stabiliva che vecchi beneficiari costituiti in nuovi soggetti giuridici divenivano nuovi beneficiari ed in quanto tali - applicando, per queste nuove strutture, il principio del cd. requisito soggettivo”. In base al quale detti soggetti, a prescindere dai partecipanti, potevano presentare più programmi di attività per gli stessi Paesi evitando di incorrere in sovrapposizioni di spesa progettuale vietati dalle norme comunitarie.

La conseguenza di tutto ciò è che molte Regioni, recependo questo principio, hanno approvato programmi di attività proposti da organizzazioni che al loro interno presentavano operatori presenti in più programmi, nazionali e/o multiregionali, dal quale sono scaturite le sovrapposizioni di partite IVA di operatori vinicoli evidenziate dalle verifiche precontrattuali attivate da Agea.

Ma in tutto questo caos generato dagli uffici di Via XX Settembre, gli stessi uffici hanno abbandonato al suo destino la stessa Agea che si trova a gestire una situazione sempre più difficile.

Da una parte le verifiche precontrattuali che evidenziano sovrapposizioni di partite IVA di operatori; dall’altra le Regioni che informate da Agea hanno adottato provvedimenti formali “differenziati” con alcune Regioni (sicuramente Piemonte, Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, Puglia e Toscana) che difendono la validità delle proprie graduatorie con un’interpretazione della norma divergente da quella data dal Ministero di Martina, altre Regioni (sicuramente Sicilia, Veneto ed Emila Romagna)che si rimettono alle decisioni di Via XX Settembre. Altre ancora che non danno proprio segni di vita.

Anche in questa situazione perdura il silenzio degli uffici di Via XX Settembre. Ma cominciano a trapelare notizie di diffide presentate da operatori regionali avverso lo stallo pendente presso Agea in una situazione che per assurdo potrebbe portare anche le Regioni in “stand by” (in attesa di conoscere il parere del Ministero sul da farsi …) a uniformarsi alla soluzione pensata da Via XX settembre prevedendo, quindi, anche eventuali nuovi bandi regionali per riassegnare risorse comunitarie che eventualmente risultassero “non assegnate” (come disposto con l’invito nazionale)…

Ma a questo punto le tempistiche si dilaterebbero pesantemente ed una grossa quota dei finanziamenti comunitari destinati alla promozione del vino sarebbero a rischio alimentando e confermando tutte le perplessità sulla gestione i finanziamenti comunitari della promozione destinati al settore, attraverso strumenti normativi che alla prova dei fatti si sono mostrati assolutamente “inadeguati” e per i quali nulla si sta facendo, in prospettiva, per porre rimedio ai guai arrecati al settore per assicurare una corretta gestione delle risorse comunitarie attraverso procedure che mai, negli anni passati, avevano palesato tutte le difficoltà manifestatesi quest’anno.

Nel frattempo il problema per il settore vinicolo è sicuramente politico visto che il settore è privo delle necessarie certezze che solo l’amministrazione pubblica può fornire per dare tutte le necessarie garanzie su come affrontare la competizione internazionale, con quali risorse ed in quali termini avviare la spese progettuali approvate.