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Politica

Pareggeremo il bilancio. Distruggendo il futuro dei nostri figli

di Mr Chamber
Roma, 25 Oct 2013 09:37:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS

Che cosa sta succedendo? Niente. Il tran tran italiano a Mr Chamber appare come l'impresa di un commodoro un po' suonato che getta un canotto in piscina, leva al cielo una spada di legno e urla: "Avanti miei prodi!". Basta mettere in fila i fatti per rendersi conto del lavorìo che ha come risultato solo il logoramento: continua la demolizione per via giudiziaria di Silvio Berlusconi; il Pdl è un partito balcanizzato; il Pd si è già renzizzato, Scelta Civica è evaporata per mari e Monti; il governo rinvia e accontenta tutti, cioè quasi nessuno; la ripresa è poco più di un caffè al giorno, se va bene; i sindacati comandano e statalizzano (Alitalia e non solo), Confindustria con la destra fa il privato e con la sinistra il pubblico. Risultato, all'inglese: un gran casino per niente. Così comandano le burocrazie irresponsabili. A Roma e anche a Bruxelles.

E la ragione di tutto questo è di una disarmante semplicità: non si ha il coraggio di fare una scelta netta e scontentare il partito conservatore. Obiezione, vostro onore: i conservatori sono al governo. Sì, certamente, ma sono peggiori quelli all'opposizione e quelli che pur stando nella stanza dei bottoni ogni giorno dichiarano che "così non va". Su una cosa Enrico Letta aveva ragione da vendere:  chi critica, faccia delle proposte reali. Non pervenute. E questo la dice lunga su tutto il resto. Il governo si barcamena per tenere in piedi le larghe intese, unica opzione possibile prima di finire sotto il controllo del Fondo Monetario e dei suoi fratelli. Ecco, la madre di tutte le battaglie: cambiare la legge elettorale, mettere in equilibrio il sistema istituzionale, chiuderla per sempre con il bicameralismo perfetto, riportare la magistratura ad essere ordine e non potere. In questa condizione, gli appelli del Presidente della Repubblica a "finirla con le chiacchiere" appaiono come l'urlo disperato di un saggio che vede arrivare l'onda di piena, ma nessuno gli dà ascolto.

Mr Chamber è abituato a fare i conti con la realtà e il mondo tutti i giorni ci dice che stiamo perdendo tempo. Ne abbiamo esempi in apparenza piccoli, ma di grande significato. Qualche giorno fa migliaia di manifestanti "contro tutto" hanno occupato Porta Pia. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, supporter della manifestazione, è andato in pellegrinaggio nel sacro bivacco. Ha rimediato quel che si raccoglie quando si diventa schiavi dell'utopia parolaia: insulti, spintoni, proteste, l'unico linguaggio che conoscono quelli che sono in servizio permanente effettivo "contro il sistema". E' il "no" elevato a filosofia di vita, un humus che ha trovato terreno fertile in una società immobile, che non dà condizioni di partenza uguali per tutti perché della concorrenza delle idee non sa che farsene. E' un'Italia a una dimensione (sì, echeggia il Marcuse de L'uomo a una dimensione) che dalla rivoluzione sessantottina in poi ha deciso di occuparsi del suo ombelico,  mentre il mondo che avanza sta già colonizzando lo spazio.

Qualche giorno fa il Financial Times ha messo nero su bianco una semplice e sconvolgente verità: per ridurre il divario tra Italia e Germania il governo avrebbe dovuto ridurre il cuneo fiscale ben venti volte di più. Questa è la realtà della battaglia globale con la quale si confrontano le nostre imprese. E invece nella legge di stabilità leggiamo numeri che conducono al brillante risultato di un caffè al giorno e non per tutti i lavoratori. A Mr Chamber tutto questo appare comicamente tragico.

Ieri l'altro la business community del Regno Unito ha inviato una lettera ai rappresentanti del Consiglio europeo che si riunirà questa settimana a Bruxelles per chiedere uno stop all'eccessiva regolamentazione europea sull'economia, un'inversione di rotta rispetto all'interventismo legislativo che pone ostacoli alla crescita e alla creazione di posti di lavoro. E' una lettera breve, chiara, che rimanda a una serie di proposte concrete messe a punto da una taskforce imprenditoriale. Le firme in calce sono quelle dei principali attori dello scenario economico mondiale. E dietro c'è un avvertimento: o date una risposta positiva a questo appello che viene dal mondo reale, o fate in modo che le imprese europee possano competere, o vi troverete molto presto a fare i conti con il vero spettro che s'aggira per l'Europa: la disoccupazione.

Il tema riguarda tutti i Paesi e le fasce sociali, ma per i giovani è drammatico. Dal 2005 ad oggi il numero di occupati tra gli over 65 è in crescita, mentre tra i giovani sotto i 24 anni è in caduta verticale. E' un fenomeno dovuto alla demografia, all'allungamento delle aspettative di vita, alle condizioni del mercato del lavoro. Cambia a macchia di leopardo, a seconda del Paese, ma è un dato permanente sul quale finora l'Europa non ha fatto granché e l'Italia meno di niente.

Così, tra un'occupazione a Porta Pia, un'inchiesta sui guai seri e meno seri di Berlusconi, un Renzi che cinguetta la rivoluzione permanente e un governo un giorno in crisi e l'altro no, l'Italia va avanti senza pensare alle conseguenze economiche della sua strana pace. Si è impegnata con l'Euroburocrazia a pareggiare il bilancio, ma sta distruggendo il futuro dei suoi figli.