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Economia

Eni: semestre chiude con utile netto adjusted a 1,2 miliardi

Descalzi: risultati eccellenti, confermo acconto dividendo a 0,40 euro per azione
Roma, 28 Jul 2017 14:59:00
fonte: ilVelino/AGV NEWS
L'Eni chiude il primo semestre con un utile netto di 983 milioni, contro la perdita di 829 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, e un utile adjusted di 1,2 miliardi (rosso di 315 milioni nel 2016). Nel secondo trimestre, l'utile netto è stato di 18 milioni e quello adjusted di 463 milioni. In forte rialzo l'utile operativo adjusted che nel trimestre è risultato pari a 1,01 miliardi e nel semestre a 2,8 miliardi. Sempre nel secondo trimestre l'Eni ha registrato un aumento della produzione petrolifera del 3,3% a 1,77 milioni di barili al giorno con una crescita del 5,2% nel trimestre e del 6,1% nel semestre. La performance riflette gli avvii di nuovi giacimenti e lo sviluppo dei progetti del 2016 in particolare in Angola, Egitto, Ghana, Indonesia, Kazakhstan e Norvegia ma anche i maggiori stop manutentivi. La crescita, osserva Eni, sarebbe stata ancora superiore senza i tagli produttivi decisi dall'Opec, l'effetto prezzo e il declino dei giacimenti maturi. Per quanto riguarda il gas naturale la crescita è del 9,8% a 146 milioni di metri cubi. Il cda dell'Eni infine ha deciso di proporre all'assemblea la distribuzione di un acconto sul dividendo di 0,40 euro per azione, in linea con quello dello scorso anno.

“Nel primo semestre dell’anno abbiamo ottenuto risultati eccellenti che confermano la bontà della nostra strategia – ha detto l’ad di Eni Claudio Descalzi –. Abbiamo avviato in tempi record la produzione di tre grandi progetti offshore in Ghana, Angola e Indonesia, dimostrando la nostra eccellenza anche nella fase di sviluppo, oltre che in quella esplorativa che ci ha garantito nel primo semestre 500 milioni di barili di nuove risorse. Nei primi sei mesi dell’anno, abbiamo così ottenuto circa 200 mila boe/giorno di nuova produzione, raggiungendo un tasso di crescita superiore al 6% e proseguendo nel trend intrapreso già nei mesi precedenti. A questo si andrà ad aggiungere l’avvio della produzione del campo di Zohr, che avverrà entro la fine dell’anno. Questi risultati sono stati realizzati mantenendo una struttura di spesa estremamente efficiente, grazie alla quale ridurremo i capex di circa il 18% rispetto al 2016 come da piano. I business del gas, della R&M e della Chimica continuano a ottenere risultati sopra le attese: la Chimica, in particolare, ha raggiunto un risultato record con oltre €300 milioni di EBIT, segno che gli sforzi fatti per il potenziamento, riposizionamento dei portafogli prodotti e la ricerca di efficienza stanno dando i loro frutti. Tutto questo ci ha consentito, nonostante uno scenario Brent ancora volatile, una generazione organica di cassa di circa €5 miliardi con un free cash flow di €700 milioni: siamo quindi in grado di confermare gli obiettivi di copertura organica di investimenti e dividendo. Su queste basi confermerò la proposta al CdA del 14 settembre di un acconto dividendo pari a 0,40 per azione”, ha concluso Descalzi.

Infine il Consiglio di Amministrazione di Eni, facendo seguito alla decisione del 13 aprile scorso, ha istituito un Advisory Board. L’Advisory Board, presieduto dal Consigliere Fabrizio Pagani, è costituito da alcuni dei massimi esperti internazionali: Ian Bremmer – Presidente e fondatore del think tank Eurasia Group, focalizzato su temi geopolitici; Christiana Figueres – Executive Secretary del UNFCCC 2010-2016, principale promotore dell’accordo sul clima di Parigi e tra i massimi esperti su temi ambientali; fondatore della iniziativa “Mission 2020”; Philip Lambert – CEO della società inglese Lambert Energy Advisory specializzata su analisi strategiche ed operazioni M&A nel settore Energy; Davide Tabarelli – Presidente e fondatore di Nomisma Energia, società di ricerca italiana sui temi energetici. L’Advisory Board analizzerà, a beneficio del Board e del Ceo di Eni, i principali trend geopolitici, tecnologici ed economici, incluse le tematiche relative al processo di decarbonizzazione. Fabrizio Pagani, Presidente dell’Advisory Board, ha dichiarato: “Siamo estremamente soddisfatti di aver attirato esperti di tale livello, con professionalità e competenze diverse: cominceremo subito a lavorare. Si tratta di un importante arricchimento per l’Eni, società italiana leader nel mondo”.