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Economia

Istat: Pil a “crescita zero” per il secondo trimestre 2019

Furlan (Cisl): “Il paese è fermo. Con la prossima manovra serve una scossa condivisa con le parti sociali per far ripartire la nostra economia”.
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di onp

Nel secondo trimestre del 2019 è continuata la fase di sostanziale stagnazione dell’economia italiana che prosegue ormai dal secondo trimestre dello scorso anno. Lo rileva l’Istat nella stima flash.  Dopo il lievissimo calo registrato nella seconda metà del 2018 e l’altrettanto marginale recupero del primo il Pil ha segnato nel secondo 2019 una variazione congiunturale nulla. L’istituto di statistica spiega anche che la stima preliminare “ha necessariamente natura provvisoria e si basa su una valutazione dal lato dell’offerta che indica cali dell’attività per l’agricoltura e per l’industria e un contenuto incremento per l’insieme del terziario”.

“La crescita zero del Pil conferma le preoccupazioni del sindacato: il paese è fermo. Con la prossima manovra serve una scossa condivisa con le parti sociali per far ripartire la nostra economia: meno tasse su lavoro e pensioni, sblocco infrastrutture, più investimenti pubblici in innovazione, ricerca, formazione, assunzioni nella P.A. e nella sanità”, scrive su twitter la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Preoccupazioni nel mondo politico.

“La crescita non c’è e l’anno non sarà bellissimo. Il momento è difficile per (quasi) tutti in Europa; in Italia sta diventando terribile perché al Governo non c’è alcuna visione ma un tutti contro tutti su tutto. Anche sui conti pubblici: avranno la tentazione di fare nuovo debito da scaricare sugli elettori di domani. Dobbiamo impedirglielo”, scrive su Twitter il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova.

“Meno ore di lavoro, occupazione di bassa qualità, economia ferma. Un governo serio dovrebbe riflettere su quello che sta accadendo nel paese reale oggi”, così su Twitter l’ex segretario e deputato del Partito democratico Maurizio Martina.

“È ufficiale, arriva il dato Istat: l’Italia è a crescita zero! Choc fiscale: se non ora, quando?!”, scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“I due vicepremier hanno davvero poco da incolpare la congiuntura internazionale, la guerra commerciale, o il rallentamento della Germania. La vera causa della crescita zero, su questo sono concordi tutti i maggiori analisti, è la politica economica completamente sbagliata intrapresa dall’Esecutivo, che si è intestardito nel puntare tutte le poche risorse a disposizione su misure assistenzialiste come il reddito di cittadinanza e la quota 100, che hanno prodotto effetti nulli, e non su quelle più favorevoli alla crescita come il taglio delle tasse. Un errore che è costato carissimo al nostro Paese, e che ha condotto alla crescita zero. Zero come il voto da dare a questo Governo di buoni a nulla per i disastri compiuti, anche se quello più adatto sarebbe forse un “non classificabile”, scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

“Il dato era atteso e riflette in larga parte il rallentamento in atto nell’economia dell’eurozona” ha dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. “La valutazione dell’Istat per il secondo trimestre è in linea con le stime più aggiornate del MEF e descrive una situazione di complessiva stagnazione dell’attività economica. Le indagini presso le imprese industriali segnalano nuovamente, nel mese di luglio, un peggioramento delle aspettative a livello europeo, tuttavia meno accentuato nel caso italiano. Le esportazioni hanno registrato un andamento positivo nei mesi più recenti, anche grazie alla loro diversificazione settoriale e per mercati di destinazione. Le nuove politiche di sostegno ai redditi dei segmenti più deboli della popolazione e le misure di politica economica recentemente legiferate (decreti ‘crescita’ e ‘sblocca cantieri’) sosterranno la domanda interna nel secondo semestre. Le condizioni finanziarie sono fortemente migliorate negli ultimi due mesi. Sebbene il quadro internazionale rimanga complesso, la crescita dell’economia italiana dovrebbe gradualmente riprendere nella seconda metà dell’anno. Pertanto, la previsione di crescita media annuale del DEF (0,2 per cento) è ancora raggiungibile. Dobbiamo perseverare nello sforzo di rilanciare la crescita dell’economia in un contesto di stabilità finanziaria e sostenibilità sociale ed ambientale”.

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