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Cronaca

Omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, i dettagli

Nella conferenza stampa dell’Arma la ricostruzione che ha portato all’ordinanza di custodia cautelare del gip Chiara Gallo per Elder Finnegan Lee e Gabriel Christian Natale Hjorth.
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di onp

Disappunto e dispiacere su presunti misteri laddove le fasi d’intervento dei carabinieri ha dimostrato la correttezza, si è trattato di un intervento ricorrente nella città di Roma: così in apertura della conferenza stampa i vertici dell’Arma sulla ricostruzione dell’assassinio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega (35 anni) che ha portato all’ordinanza di custodia cautelare da parte del gip Chiara Gallo per Elder Finnegan Lee e Gabriel Christian Natale Hjorth (entrambi 19 anni), presunti responsabili (a vario titolo) dell’omicidio.

 

LA RICOSTRUZIONE DELL’ACCADUTO – Perché servizi in borghese nel quartiere Trastevere? Per la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini. È “apprezzabile” che carabinieri in libero servizio si occupino di antidroga. Cosa è accaduto? Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale hanno notato movimenti sospetti su di un uomo di mezza età in bicicletta con due giovani. Li hanno persi di vista fino a quando non hanno ritrovato un soggetto chino a raccogliere un involucro in carta stagnola. L’interessato, l’americano “biondino”, ha detto che era Bentelan. Si sono poi spostati in piazza Mastai e i due carabinieri in borghese hanno chiesto l’intervento della stazione dei Carabinieri, che hanno identificato Sergio Brugiatelli (precedenti per rapina e rissa risalenti a dieci anni fa) che si trovava lì e che dichiarava di aver subito il furto del proprio zainetto. Il soggetto è stato invitato a denunciare questo furto quanto prima in caserma. Poi arriva una chiamata al 112 dove Brugiatelli afferma di aver ricevuto una richiesta estorsiva sullo zainetto rubato. Viene chiesto se gli estorsori erano presenti con lui, e Brugiatelli risponde di no. Viene inviata una pattuglia in divisa che, valutando i contatti telefonici con la fissazione dell’appuntamento, chiede alla centrale operativa di inviare una pattuglia in borghese. In piazza Farnese viene fatta un’altra telefonata per fissare i dettagli per l’appuntamento in maniera precisa. Ciò fatto, ci si sposta sul luogo dell’appuntamento, lasciando Brugiatelli, e qui si incontrano due incappucciati con felpa. I carabinieri si identificano, e comincia subito la colluttazione. Andrea Varriale viene buttato a terra e lancia l’allarme alle quattro pattuglie nei paraggi (e non visibili per non pregiudicare l’esito dell’operazione), che intervengono pochi secondi dopo. Non c’è stata possibilità di usare armi, non c’è stato tempo di reagire. Varriale non poteva sparare ad un soggetto in fuga. Attraverso il raffronto delle immagini e delle telecamere, sia a Trastevere sia nella via di fuga dell’indagato all’albergo Le Meridien (un tragitto percorribile in 30 secondi di corsa), è stata possibile l’identificazione dei due americani, raggiunti in hotel e tratti in manette dal colonnello Lorenzo D’Aloia. L’equivoco dei magrebini? Brugiatelli in un primo momento aveva detto che si trattava di due persone di carnagione scura, verosimilmente nord africani di origine magrebina, per non essere associato al fatto; poi ammette che si tratta di americani di fronte all’evidenza dei fatti. Subito dopo l’accaduto, Varriale (che aveva l’arma con sé e che gli è stata subito sequestrata come da routine) era sotto choc (ed è ancora provato, ma è una persona serena che sta terminando i 6 giorni di malattia che gli sono stati dati per poi continuare il servizio; ha riportato ferite al collo) per quanto successo a Mario Cerciello Rega che era immerso in una pozza di sangue avendo subito 11 coltellate di “estrema violenza”, come dice il medico legale. L’arma dell’omicidio è di provenienza statunitense. Cerciello aveva le manette con sé, ma non l’arma, evidentemente una dimenticanza, ma anche se l’avesse avuta non poteva reagire. Gli interrogatori sono avvenuti alla presenza di legale ed interprete. All’inizio i ragazzi facevano fatica a capire la gravità dei fatti e che Cerciello fosse morto (Elder Finnegan Lee avrebbe anche versato qualche lacrima). Sul posto dell’aggressione non c’erano telecamere. Sono ancora in corso indagini per ricostruire tutti i dettagli, compresa la verifica dei tabulati telefonici. Sono in corso anche accertamenti sulla foto che mostra Natale-Hjorth (che aveva nei giorni precedenti dormito qualche giorno dai nonni in provincia di Roma e che ha dichiarato di non sapere se è in possesso o meno della doppia cittadinanza, statunitense ed italiana) bendato e ammanettato.

 

Alla Camera un minuto di silenzio per la memoria di Mario Cerciello Rega.

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