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Politica

Carabiniere ucciso, funerali in diretta su Rai1

Il premier Conte: “Lo Stato partecipa commosso. Servono misure di prevenzione sempre più efficaci. Censurabile il comportamento di chi ha diffuso la foto che ritrae uno dei due ragazzi americani bendato e ammanettato in spregio delle più elementari regole sulla tutela della privacy”.
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di onp

Si terranno oggi, lunedì 29 luglio, alle 12 a Somma Vesuviana (Na), nella chiesa Santa Croce di Santa Maria del Pozzo dove si era sposato solo un mese fa, con diretta su Rai1, i funerali del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma. Per l’intera giornata nel comune partenopeo è stato proclamato il lutto cittadino. Su Twitter ha annunciato il vicepremier Matteo Salvini: “Sarò anche io a Somma Vesuviana, con grande commozione, per onorarne il sacrificio e la memoria”. Intanto, domenica nella capitale, in Piazza del Monte di Pietà, in tanti hanno reso omaggio al vicebrigadiere, tra questi anche il premier Giuseppe Conte e la sindaca Virginia Raggi. A vegliare il feretro la moglie Rosa Maria, assieme alla madre del carabiniere ucciso Silvia, la sorella Lucia ed il fratello Paolo.

Dall’autopsia svolta all’istituto di medicina legale della Sapienza, è emerso che sono state undici, e non 8 come sembrava in un primo momento, le coltellate inferte da Elder Finnegan Lee al vicebrigadiere. Secondo l’autopsia Cerciello Rega è deceduto a causa della forte emorragia. Individuato il pusher che ha venduto l’aspirina al posto della droga ai due californiani, sono in corso accertamenti anche sulla posizione di Sergio B., l’uomo derubato che quella sera diede l’allarme al 112. Restano però ancora molti punti oscuri della vicenda: i due giovani erano in cerca di droga a Trastevere ma la sostanza acquistata era semplice aspirina: dopo essersi resi conto di essere stati ingannati hanno rubato la borsa del pusher che conteneva il suo cellulare. L’uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa. Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. A questo punto, all’orario stabilito, i due carabinieri in borghese si sono recati in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati, e lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata la violenta colluttazione.

Intanto, la foto di uno dei due americani, Gabriel Natale-Hjorth, con gli occhi bendati, ha aperto il sito della Cnn, che parla di “immagine scioccante” riferendo dell’avvio delle indagini sullo scatto. La foto rimbalza anche sugli altri media americani, dal Washington Post al Los Angeles Times che, citando le autorità italiane, parlano di “atto illegale”. Il carabiniere che ha messo la benda al giovane americano arrestato per l’omicidio del vicebrigadiere sembra sarà immediatamente spostato ad un reparto non operativo.

Il dibattito politico è aperto. “Quel che è accaduto al vice brigadiere Mario Cerciello Rega – ha scritto su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio – ci lascia ancora senza pace. C’è un passo in più che però possiamo compiere. Ed è quello di equiparare il trattamento delle vittime del dovere a quello delle vittime del terrorismo. È un tema dibattuto da tempo a cui il Parlamento deve rispondere. C’è già una legge del M5S depositata dal nostro senatore Gianmarco Corbetta. Spero che si riesca presto ad incardinare in commissione e che il testo trovi il supporto di tutte le forze politiche”.
In un lungo post il premier Conte: “Ho visitato la camera ardente per rendere onore al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, un servitore dello Stato che amava l’Arma dei Carabinieri, un uomo generoso che dedicava le pause di lavoro a iniziative di solidarietà. Lo Stato partecipa commosso al dolore della moglie Rosa Maria, della madre Silvia, della sorella Lucia, del fratello Paolo, e di tutti i familiari e amici che, amandolo, più soffriranno la mancanza del suo sorriso e del suo temperamento allegro. Al sentimento di commozione si accompagnano vari interrogativi che la vicenda suscita nell’opinione pubblica e in ciascuno di noi. Ho avuto un lungo incontro con i vertici dell’Arma dei Carabinieri e delle Forze Armate anche al fine di valutare misure di prevenzione sempre più efficaci in modo da evitare che delitti così efferati abbiano a ripetersi. In questi momenti chi ha compiti di responsabilità fa bene a interrogarsi, in modo serio e responsabile, su quali siano le modalità più idonee a intensificare il contrasto al traffico e allo spaccio di stupefacenti da cui nasce questo delitto. Quanto alla foto che ritrae uno dei due ragazzi americani bendato e ammanettato e che sin qui è circolata – aggiunge -, invito a non confondere le cose. Non c’è nessun dubbio che la vittima di questa tragedia sia il nostro carabiniere, il nostro Mario. Invito tutti a considerare, tuttavia, che bene ha fatto l’Arma a individuare il responsabile di questo improprio trattamento e a disporre il suo immediato trasferimento. Chiariamolo bene: ferme restando le verifiche di competenza della magistratura, riservare quel trattamento a una persona privata della libertà non risponde ai nostri principi e valori giuridici, anzi configura gli estremi di un reato o, forse, di due reati. Parimenti censurabile è il comportamento di chi ha diffuso la foto via social in spregio delle più elementari regole sulla tutela della privacy. L’Italia è uno Stato di diritto. È la culla della civiltà giuridica dai tempi dell’antico diritto romano. Abbiamo princìpi e valori consolidati: evitiamo di cavalcare l’onda delle reazioni emotive tenuto anche conto che la nostra legislazione, in caso di omicidio volontario, contempla già l’ergastolo e non consente più sconti di pena. Tutto questo anche per merito di norme più severe introdotte da questo Governo. Piuttosto dobbiamo ora vigilare affinché tutti coloro che hanno compiti di responsabilità facciano in modo che le norme siano rigorosamente applicate”.

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