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Economia, Istat

Retribuzioni in frenata nel 2019

Nella media dei primi sei mesi la dinamica retributiva realizzata è di poco superiore a quella registrata nelle stesso periodo del 2018. Pesa l’inflazione.
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di glv

Brutte notizie per il potere d’acquisto degli italiani che guardando al valore delle retribuzioni e all’inflazione è in frenata. A giugno l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è in lieve aumento sia rispetto al mese precedente (+0,1%) sia nei confronti di giugno 2018 (+0,7%). Lo scrive l’Istat. Complessivamente, nei primi sei mesi del 2019 la retribuzione oraria media è cresciuta dell’1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2018. Con riferimento ai principali macrosettori, a giugno le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dello 0,9% per i dipendenti del settore privato (+1,0% nell’industria e +0,5% nei servizi privati) e dello 0,5% per quelli della pubblica amministrazione. I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: attività dei vigili del fuoco (+6,8%); agricoltura (+2,8%) e telecomunicazioni (+1,7%). Si registrano variazioni nulle nel settore dell’energia elettrica e gas, nel commercio, nelle farmacie private e nell’aggregato altri servizi privati.

“Alla fine del secondo trimestre del 2019 la quota dei dipendenti con il contratto in vigore torna, dopo quattro mesi, ad eccedere sensibilmente il 50%. Sul versante della dinamica retributive – è il comment dell’Istat – a fronte di una accelerazione nel settore dell’agricoltura e della stazionarietà in quello dell’industria il minor impulso che si osserva nei settori dei servizi privati e della pubblica amministrazione determina una decelerazione della dinamica tendenziale complessiva. Nella media dei primi sei mesi la dinamica retributiva realizzata è di poco superiore a quella registrata nelle stesso periodo del 2018″.