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Politica, Migranti

Casellati: “Nessuno può e deve essere lasciato morire nel Mediterraneo”

Il presidente del Senato, durante la cerimonia del Ventaglio, si è soffermata anche sulla prossima manovra del governo, sulle Autonomie, sulla giustizia e sul ruolo dei giornalisti.
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di glv

“Nessuno può e deve essere lasciato morire nel Mediterraneo – un mare che negli ultimi anni ha visto troppe tragedie, troppo sangue – ma è altrettanto doveroso riconoscere che l’Italia non può da sola farsi carico delle successive fasi di assistenza e accoglienza”. Lo ha spiegato il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, durante la cerimonia del Ventaglio a Palazzo Giustiniani. “Su questo tema, che impatta direttamente le coscienze di ogni cittadino europeo e di tutti i governi coinvolti, c’è bisogno di più Europa, più solidarietà, più interventi strutturali di medio-lungo periodo. È questo – ha aggiunto – il terreno sul quale si valuterà l’efficacia delle azioni dell’Unione europea, prima ancora che sui bilanci e sul rispetto delle regole interne”.


Quindi la Casellati si è soffermata sullo stato di salute dei conti del Paese. “È giusto dare atto al governo di essere riuscito, anche grazie ad una interlocuzione costante e articolata, ad evitare il rischio di una procedura di infrazione che ci avrebbe esposto alle fibrillazioni dei mercati”. E su tempi e modi della manopvra ha aggiunto: “Sarà il Governo a valutare la possibilità di anticipare eventualmente alcune iniziative. È chiaro che, a differenza dello scorso anno, ci sono tutti i presupposti per un rispetto sostanziale delle prerogative parlamentari, a tutto vantaggio di quel clima costruttivo che è sempre un’ottima premessa per le sessioni di bilancio”.


Inoltre un accenno alla questione delle Autonomie “che può rappresentare a mio avviso più un’opportunità che un rischio. Governo, Regioni, Parlamento: saranno tutti chiamati a dare un contributo per rendere effettivi i principi di sussidiarietà e buon andamento, senza egoismi e senza penalizzazioni per nessuno. Ci sarà quindi la necessità di tener conto di tante esigenze e di contemperare aspetti geografici, sociali ed economici, sapendo che i cittadini ci chiedono di ridurre la distanza tra decisori e territorio in una logica di efficacia, efficienza ed economicità”.


Poi uno sguardo alla giustizia. “Se le vicende che hanno riguardato il Csm – ha spiegato Casellati – hanno giustamente rilanciato l’opportunità di rivedere le regole di composizione e funzionamento dell’organo di auto-governo, i tempi della giustizia continuano a rappresentarne l’aspetto più inaccettabile. Una giustizia ritardata è molto spesso una giustizia mancata. Lo sanno le imprese che attendono anni per vedersi riconosciuto un credito, lo sanno i cittadini costretti a convivere per troppo anni con procedimenti penali che rischiano di essere una condanna ben prima del pronunciamento dei Tribunali. Senza dimenticare i contraccolpi per la competitività del sistema Paese, soprattutto per quanto riguarda la capacità di attrarre investimenti e garantire alle imprese condizioni ottimali per produrre ed investire”.


Infine l’allarme sull’informazione. “Se i social hanno di fatto creato una piazza virtuale in cui tutti possono avere voce, l’intermediazione giornalistica diventa l’unico vero strumento dei cittadini per avere la certezza di un contenuto reale, verificato, credibile. L’informazione libera è quindi una risorsa che non può essere data per scontata; deve essere sostenuta, supportata. E per essere veramente libera l’informazione deve essere plurale, accogliere e dare voce a tutte le sensibilità ed a tutte le culture. Anche su questi temi il Senato farà la sua parte. Sto organizzando momenti di confronto tra tutti i soggetti coinvolti. Ritengo infatti che le Istituzioni abbiano il dovere di dare un contributo, anche di carattere culturale, rispetto ad alcune tendenze che creano un’autentica preoccupazione. Mi riferisco al proliferare delle fake news e, in maniera forse ancor più patologica, ai video fake. Dalle oscenità alla manipolazione dei contenuti, non possiamo demandare ai soli codici di autoregolamentazione un ambito che può avere conseguenze dirette sulla percezione dei cittadini, colpendo in particolare le categorie più esposte, a partire dai giovani. E anche in questo caso, non posso non ricordare – ha concluso Casellati – come e quanto sia fondamentale il ruolo dei giornalisti e dell’informazione libera e professionale”.