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Esteri

Commissione Ue, ecco il programma con cui Ursula von der Leyen spera di diventare presidente

Sì dagli europarlamentari di Movimento 5 Stelle, FI e Pd. La Lega: Promesse che non potrà mantenere
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di redazione

E’ il giorno della verità per Ursula von der Leyen che saprà stasera se sarà il prossimo presidente della Commissione europea. Certamente ha già deciso che, comunque vada la votazione, si dimetterà dall’incarico di ministro della difesa tedesco. Voteranno no alla sua successione a Jean-Claude Juncker, i Verdi e la sinistra della Gue/Ngl, a favore i popolari del Ppe, tra cui Forza Italia. I socialisti sono ancora spaccati  nonostante la lettera che Leyen ha inviato al gruppo dell’’S&D e a quello dei Liberali sulle priorità che contraddistingueranno il suo mandato e cioè clima, difesa dello stato di diritto, riforma di Dublino e flessibilità nell’applicazione delle regole del Patto di stabilità. Alla finestra i sovranisti, anche quelli italiani che però potrebbero convincersi ad accordare il loro voto – è il caso della Lega – , se la candidata alla presidenza della Commissione assegnasse una casella di peso all’Italia nel nuovo esecutivo Ue, anche se sembrerebbero più orinetati a negare il loro sostegno.  Ieri palazzo Chigi ha fatto filtrare una telefonata tra il premier Giuseppe Conte e la Cancelliera tedesca, Angela Merkel per favorire l’elezione della presidente. “Quaranta anni fa Simone Veil fu la prima donna eletta presidente del Parlamento europeo. Se l’Europa fosse una donna, l’Europa sarebbe Simone Veil” ha scritto su twitter a pochi minuti dall’inizio del suo intervento nell’aula di Strasburgo dove ha proposto degli obiettivi più audaci sulle emissioni, con una riduzione dal 50% al 55% entro il 2030. Si è impegnata a presentare, nei suoi primi 100 giorni di mandato, un piano per un “accordo verde per l’Europa” e una legge europea sul clima. Ha inoltre annunciato dei piani per investimenti europei sostenibili al fine di fornire 1.000 miliardi di euro di investimenti in un decennio.

La candidata alla presidenza della Ue ha detto che quei giganti della tecnologia che conducono (e dovrebbero continuare a farlo) la loro attività in Europa ma non ripagano i cittadini europei per il loro accesso al capitale umano e sociale dell’UE, dovrebbero iniziare a farlo. Nel ribadire il suo impegno a favore di una Commissione equilibrata dal punto di vista di genere, ha detto che cercherà di rendere la violenza contro le donne un crimine iscritto nei trattati europei, parallelamente al completamento dell’adesione dell’UE alla Convenzione di Istanbul. Ha poi dichiarato il suo impegno a favore dello Stato di diritto come valore europeo, annunciando l’intenzione di istituire un meccanismo di monitoraggio a livello UE, parallelo alle misure esistenti. Ha dichiarato il suo sostegno a un “nuovo patto sulla migrazione e l’asilo” e alla riforma del regolamento di Dublino, aggiungendo che intende garantire che il personale di FRONTEX sia di 10.000 persone entro il 2024 e non entro il 2027, e che tutti i paesi si debbano far carico della loro parte equa di oneri basata sul principio di solidarietà europea.

Per quanto riguarda la democrazia europea, von der Leyen ha sottolineato la necessità di rafforzare il sistema degli “Spitzenkandidaten” (candidati principali) e di riconsiderare l’introduzione di liste transnazionali nelle future elezioni europee. Ha infine dichiarato il suo pieno sostegno a un diritto di iniziativa legislativa del Parlamento europeo.Manfred Weber per il Ppe  ha confermato il sostegno del suo gruppo a favore di von der Leyen e anche Dacian Ciolos per Renew Europe. Mentre Iratxe Garcia Perez del S&D ha affermato che “la democrazia europea procede troppo lentamente”, sottolineando che von der Leyen deve fornire ulteriori dettagli su come intende rispondere alle richieste dei cittadini, in particolare dei giovani, prima che il gruppo S&D decida se appoggiarla o meno. I Verdi hanno ribadito di non essere pronti “a consegnare il timone dell’UE a Ursula von der Leyen, in un momento in cui “la nostra casa comune sta bruciando, il clima si sta deteriorando, ci sono disuguaglianze sempre più profonde con un contraccolpo per le libertà fondamentali e lo Stato di diritto”. Tuttavia, se eletta, il suo gruppo sarebbe pronto a fornire il suo sostegno “ogniqualvolta le proposte saranno all’altezza delle sfide esistenziali che ci troviamo ad affrontare”. Per Marco Zanni della Lega l’intervento di von der Layen “è pieno di promesse che non potrà mantenere”, aggiungendo che la nuova Commissione dovrà “decidere se vorrà cedere al ricatto della sinistra o se vorrà, come emerso in molti punti del suo discorso odierno, far uscire l’Europa da una crisi senza fine: non crediamo che lei potrà rappresentare il cambiamento necessario”. Tiziana Beghin per il Movimento 5 Stelle ha dato atto alla candidata alla presidenza  di aver fatto suoi “i punti del nostro programma, fra cui salario minimo, un patto chiaro sull’immigrazione e il diritto di iniziativa del Parlamento”, concludendo che “il Movimento Cinque Stelle la sosterrà ma monitorerà costantemente il suo mandato e sarà, se necessario, molto duro con lei”.