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Politica

Fondi russi, oggi l’interrogatorio di Savoini a Milano

Il Pd alza il tiro su Salvini. Di Maio e Conte invocano operazione trasparenza
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di redazione

E’ il giorno dell’interrogatorio a Milano di Gianluca Savoini presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e ritenuto uno dei protagonisti dell’incontro all’hotel Metropol di Mosca impegnati nella presunta trattativa che avrebbe dovuto fruttare 65 milioni di euro alla Lega. Il Pd attacca a testa bassa il capo del Carroccio e chiede per bocca del segretario Nicola Zingaretti che del caso si discuta in Parlamento. E il presidente del Consilio Giuseppe Conte così come il vicepremier Luigi Di Maio invocano trasparenza. Questo dopo che Matteo Salvini ha negato che Savoini, indagato con l’accusa di corruzione internazionale a Milano, fosse il suo uomo a Mosca. E di essere l’artefice del suo invito a Villa Madama in onore di Vladimir Putin il 4 luglio scorso. La presidenza del Consiglio ha precisato che a sollecitare quell’invito non è stato direttamente il ministro dell’Interno, ma Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepremier Salvini, “il quale, tramite l’Ufficio di VicePresidenza, ha giustificato l’invito in virtù del ruolo dell’invitato di Presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del Presidente del Consiglio di inoltrarla agli organizzatori del Forum. L’invito alla cena del sig. Savoini è poi stata una conseguenza automatica della sua partecipazione al Forum”.

“La vicende che riguardano il Ministro dell’Interno Salvini diventano ogni ora più gravi. L’ultima nota di Palazzo Chigi che smentisce le sue dichiarazioni aggravano ancora di più la situazione. Ho chiesto a nome del Partito Democratico alla Presidente Casellati e al Presidente Fico un incontro urgente per garantire che nelle sedi parlamentari ci sia immediatamente la possibilità di ascoltare il Governo su quanto sta accadendo. Ci vuole trasparenza assoluta e non permetteremo mai che il Parlamento sia tenuto all’oscuro di fatti di enorme gravità per la sicurezza, l’autonomia e la collocazione internazionale dell’Italia”, scrive su Facebook Nicola Zingaretti. Poco prima il presidente del partito Paolo Gentiloni aveva chiesto le dimissioni di Salvini.

A consigliare al vicepremier di riferire in Aula c’è anche l’alleato di governo: “Quando il Parlamento chiama, il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione. Peraltro quando si ha la certezza di essere strumentalizzati, l’aula diventa anche un’occasione per dire la propria, difendersi e rispondere per le rime alle accuse, se considerate ingiuste”, scrive in un post il capo del M5S Luigi Di Maio. E Conte, che pure dice di non tenere per la tenuta della maggioranza, sottolinea: “dobbiamo trasparenza”. Ma mentre infuria la polemica politica oggi gli occhi  saranno puntati su Palazzo di Giustizia a Milano. Oltre a Savoini verrà sentito anche l’avvocato Gianluca Merenda, presente con lui il 18 ottobre scorso nell’albergo russo Metropol per una trattativa su una compravendita di gasolio miliardaria che secondo il sito BuzzFeed che ha diffuso l’audio dell’incontro, avrebbe dovuto fruttare  fondi alla Lega per finanziarne le ultime elezioni europee.