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Politica

Trattamenti sanitari obbligatori: pubblicato il primo rapporto del Garante nazionale su un monitoraggio a un Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC)

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di onp

Una competenza attribuita al Garante nazionale ancora troppo poco nota al grande pubblico riguarda il monitoraggio delle forme di privazione della libertà nell’ambito della salute, come ad esempio i trattamenti sanitari obbligatori, che vengono effettuati nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC). Il Garante nazionale a partire dallo scorso anno ha iniziato a condurre una serie di monitoraggi negli SPDC italiani, visitandone finora undici (quelli di Colleferro – Ospedale Parodi Delfino; Termoli – Ospedale S. Timoteo; Cosenza – Ospedale SS. Annunziata; Messina – Ospedale Papardo; Campobasso – Ospedale Cardarelli; Roma – Policlinico Umberto I; Catania – Ospedale Cannizzaro; Cagliari – Ospedale SS. Trinità con due SPDC; Oristano – Ospedale S. Martino; Nuoro – Ospedale San Francesco). Il Garante nazionale ha pubblicato sul proprio sito web (alla pagina http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/71876d3c76863124b978516815212c04.pdf ) il primo dei Rapporti sulle visite effettuate, riguardante l’SPDC di Colleferro, nel Lazio. Trattandosi della sua prima visita in un SPDC, il Garante nazionale aveva deciso, contrariamente alla propria prassi, di comunicare preventivamente il proprio arrivo alla Direzione della struttura. Nel corso della visita la struttura è apparsa adatta alla sua funzione dal punto di vista degli ambienti e degli arredi e gli operatori sanitari hanno prestato la massima collaborazione. Tuttavia, sia il personale medico che quello infermieristico, sono risultati sotto organico. A questo proposito, il Garante nazionale nota che nel corso delle visite finora effettuate ha riscontrato un collegamento fra la carenza di personale e il rischio di utilizzo della contenzione. Il Garante ribadisce quanto affermato nelle Relazioni al Parlamento 2018 e 2019, e cioè che la contenzione non deve essere mai considerata come un atto medico trattamentale e deve essere utilizzata sempre come extrema ratio. Sollecita inoltre l’Amministrazione competente a pubblicare sul sito del Dipartimento di salute mentale dipendenze patologiche, i dati relativi al numero, alla percentuale e alla durata media degli interventi di contenzione meccanica, così come prescritto dalle “Istruzioni operative sulla contenzione meccanica” della ASL Rm 5. Vista la durata media delle contenzioni praticate nell’SPDC di Colleferro, corrispondente a 24/48 ore, il Garante nazionale ha chiesto per tutte quelle di durata maggiore di 12 ore di ricevere una sintesi nella quale siano indicati i motivi che hanno portato a disporre una contenzione protrattasi per un periodo così lungo.

Fra le raccomandazioni contenute nel Rapporto, la necessità di fornire informazioni esaurienti alle persone ricoverate e ai loro parenti, in merito al significato dei TSO e alle regole della struttura, possibilmente da formalizzare tramite un atto amministrativo. La conoscenza delle regole e la possibilità di avere certezze su cosa sia permesso e cosa sia proibito nella propria quotidianità è uno dei diritti fondamentali di ogni persona che vive, anche per un breve periodo di tempo, in una struttura residenziale. Oltre al rispetto di questo diritto, affinché non si configuri una compressione delle libertà, deve essere garantita anche la conoscenza delle ragioni delle proibizioni e favorita la comprensione di esse. Nei prossimi tempi, l’Ufficio del Garante provvederà a pubblicare i Rapporti riguardanti gli altri SPDC visitati.

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