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Esteri

Nomine Ue, Conte chiede una figura coraggiosa alla guida della Commissione

Per i premier italiano bisogna individuare “personalità che sappiano rinnovare il sogno europeo”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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“Bisogna individuare personalità che sappiano rinnovare il sogno europeo, che abbiano una chiara visione e sappiano esprimerla con coraggio, evitando di rifugiarsi nella angusta logica dell’austerity o di affidarsi al primato della finanza. Vogliamo personalità che mettano al centro la crescita, i cittadini, le persone”. Questa è la fotografia, secondo Giuseppe Conte, del suo candidato ideale alla guida della commissione europea. “Oggi faccio una confessione: a me piacerebbe una presidente della commissione donna”, ha poi detto il premier italiano. In questo senso sembra farsi avanti la figura, appunto femminile, dell’attuale ministro della Difesa tedesco. Esponente della Cdu, Ursula von der Leyen. Sarebbe una scelta che rimetterebbe al centro delle trattative la cancelliera Angela Merker, criticata all’interno del Ppe per aver lasciato spazio alla candidatura dell’laburista olandese Frans Timmermans.

Sul ruolo dell’Italia, che rivendica di avere un peso importante all’interno delle trattative Conte ha detto di essere alla ricerca di “un portfolio economico di peso ma soprattutto di partecipare alla decisione finale”. “Ho spiegato ai miei omologhi – ha spiegato Conte -, che l’Europa è a 28, non a 2 o 3 o a blocchi. Io rappresento tutti cittadini, se Italia non partecipa alle decisioni l’offesa non è al premier ma ai milioni di cittadini che hanno votato come tutti e hanno diritto a essere rappresentati”.

E alle critiche a lui rivolte in Italia e in Europa sulla decisione si schierarsi vicino al blocco di Visegrad, spiega: “Occorrevano almeno otto paesi per creare un blocco, quindi è anche scorretto dire che l’Italia ha fatto strategia con i Paesi di Visegrad, che l’Italia ha fatto asse. Noi abbiamo fatto asse con altri dieci paesi e sicuramente con questi altri dieci abbiamo sensibilità diverse, non c’è una strategia, un’alleanza precostituita, semplicemente siamo riusciti a coinvolgere altri Paesi, tra cui anche quelli di Visegrad, ognuno con le differenti sensibilità, ma ci siamo ritrovati su questo obiettivo comune”.