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Esteri

Sulle nomine europee nuovo round a Bruxelles previsto per domani

Dubbi dell'Italia sul metodo. Conte: "L’Italia non può accettare un pacchetto precostituito nato altrove. Si deve decidere qui
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di der

Fumata nera dal vertice europeo sulle nomine in corso a Bruxelles. Per sapere chi saranno i presidenti di commissione, Consiglio europeo, Bce e Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza bisognerà attendere una nuova riunione del 28 calendarizzata per domani sempre nella capitale belga. Lo scoglio è legato al metodo oltre che ai nomi. In nottata la trattativa si era fermata sul nome del socialista laburista olandese Frans Timmermans, non sostenuto dall’Italia. Il metodo utilizzato fino ad ora, noto come “criterio dello ‘Spitzenkandidat’, cioè con la nomina del candidato di punta del partito che ha vinto le elezioni, sta incontrando difficoltà oltre alla netta opposizione dell’Italia. Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi prevedevano che la commissione andasse a un Socialista, il Consiglio ai Liberali, l’Alto Rappresentante e il presidente del Parlamento al Ppe, magari scelto tra uno dei paesi dell’Est Europa.

L’Italia è contraria e cerca di dare peso al proprio voto. Con lei, ha detto Conte durante un punto stampa, ci sarebbe un blocco di altri 10-11 paesi. “L’Italia non è contro Timmermans, persona di valore e grande esperienza – ha tenuto a sottolineare il premier italiano -, ma pone una questione di metodo” che certo può anche includere il politico olandese. Lo dice Giuseppe Conte lasciando Bruxelles. “L’Italia non può accettare un pacchetto precostituito nato altrove: se nasce altrove mi dispiace ma non lo accetto. Si deve decidere qui”. Gli altri paesi che si sono schierati con l’Italia e contro Timmermans hanno “ragioni e sensibilità diverse”.