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Politica

Governo, Conte: Fondamentale dialogo positivo con Ue. Manovra correttiva non necessaria

"Da ieri ci siamo rimessi al lavoro e ci saranno nei prossimi giorni altri incontri per rilanciare l'azione del governo con ancora maggiore determinazione"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Da ieri ci siamo rimessi al lavoro e ci saranno nei prossimi giorni altri incontri per rilanciare l’azione del governo con ancora maggiore determinazione”. Così il premier Conte ha voluto rassicurare la platea dell’Assemblea di Assonime durante il suo intervento di oggi. Poi è entrato nel vivo dell’argomento, la situazione economica italiana, con dati e cifre. Prevedendo un “deficit a fine anno al 2,2 per cento e non al 2,5 come prevede la Commissione Ue”. Che, a suo avviso, produrrebbe un miglioramento di 0,1 punti del deficit strutturale nel 2019”.

“Un esito positivo del dialogo con le istituzioni europee – ha sottolineato il capo dell’esecutivo – è fondamentale anche per far crescere il peso politico dell’Italia e per rivendicare un ‘portfolio’ economico importante nella nuova Commissione Ue”. “Sono assolutamente fiducioso – ha proseguito – nella capacità di dialogo tanto del nostro Governo quanto della Commissione europea: una procedura di infrazione sarebbe estremamente dannosa sia per le prospettive di crescita del nostro Paese che per l’intera Eurozona. L’impegno del Governo è quello di concordare con i partner europei un percorso credibile di riduzione del debito, nel segno della sostenibilità sociale e senza attuare manovre recessive, che sarebbero in contraddizione con l’agenda di rilancio della crescita adottata sin dallo scorso anno”.

Conte spiega poi che “è ragionevole ritenere che non sia necessaria alcuna forma di correzione in corso d’opera delle nostre finanze pubbliche, che sarebbe anzi dannosa in un momento nel quale il nostro Paese sta riuscendo a rialzarsi dopo il rallentamento dovuto alla guerra dei dazi”. “Allo stato attuale- insite il Presidente del Consiglio -, riteniamo probabile che il deficit di bilancio, a fine anno, possa scendere fino al 2,2% del Pil, contrariamente alle previsioni della Commissione, che lo pongono al 2,5%”.

”Questo miglioramento è dovuto sia alle maggiori entrate tributarie e contributive per 0,17 punti percentuali di PIL sia alle maggiori entrate non tributarie (sotto forma di utili e dividendi) per ulteriori 0,13 punti. Tenendo conto delle previsioni economiche e delle stime del PIL potenziale della Commissione – ha proseguito il premier -, un deficit del 2,2% del PIL produrrebbe un miglioramento di 0,1 punti del saldo strutturale nel 2019. Tale risultato configurerebbe un sostanziale rispetto del braccio preventivo del Patto di Stabilità e Crescita, nonché un risultato migliorativo rispetto allo stesso accordo raggiunto a dicembre con la Commissione europea. Un’Italia protagonista, all’interno di un’Europa più forte e coesa, è il miglior risultato che possiamo ottenere a beneficio dei cittadini e delle imprese”.

 

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