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Politica

Emilia Romagna, Fassino (Pd): C’è operazione mediatica Lega per fare di Ferrara simbolo, ma non è così

"Il 74% dei comuni emiliani ha votato Centrosinistra. Rapporto col M5S? Per fare un matrimonio bisogna essere in due
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

C’è un’operazione mediatica da parte della Lega di far diventare Ferrara il simbolo dell’Emilia. Questa equivalenza non è vera. C’erano 235 comuni al voto, il 74% è stato vinto del centrosinistra”. A dirlo è Piero Fassino, deputato del PD, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Si dice dopo 70 anni Ferrara non è più del centrosinistra. Sì, ma dopo 70 anni Reggio Emilia e Modena continuano ad essere governate dalla sinistra. Nessuno sottovaluta le sconfitte di Ferrara e Forlì, però in un quadro in cui il centrosinistra esce rafforzato. Nessuno sottovaluta che la Lega ha una forza elettorale, che le forze di governo hanno la maggioranza in Parlamento, che la costruzione di un’alternativa non è semplice, però questo voto ci conforta molto”.

“Zingaretti – continua Fassino – ha trasmesso un’immagine di sicurezza, serenità, capacità di parlare a un pubblico vasto, di unire il partito e il centrosinistra. Questo ha pesato. Dalle ultime elezioni la leadership di Zingaretti esce forte di una fiducia, di un consenso e anche di una simpatia significative. Ha pesato anche il disastro dell’azione di governo, non c’è dubbio che man mano che si va avanti gli italiani si rendono conto che al di là dei continui annunci questo governo non stringe. Il nostro è un Paese fermo, debito e deficit aumentano, il cambiamento in cui avevano sperato gli elettori è stato in peggio. E credo che anche l’aggressività di Salvini, così brutale e violenta, abbia indotto una parte dell’elettorato a cercare di dargli una risposta e ha visto nel PD l’unico argine a questa arroganza”.

“Viviamo in una società mediatica e delle leadership. Oggi il ruolo dei leader è molto più grande rispetto a quello di 30 anni fa. Questo voto però dimostra che conquistano voti i partiti che hanno radici solide nella realtà: PD e Lega. La Lega è un partito che ha radici, ha organizzazione sul territorio. Il Pd ha riconquistato fiducia perché ha lavorato per rinverdire e rafforzare radici. Il M5S radici non ne ha e senza radici sei esposto a qualsiasi vento. Il M5S perde ogni volta alla fine della legislatura, non riesce mai a riconfermare un sindaco. Anche la migliore persona da sola, senza un partito alle spalle, è molto più debole e fragile. Campobasso? Tra M5S e Lega forse gli elettori hanno scelto il male minore votando 5 Stelle, rispetto all’arroganza brutale di Salvini”.

“Mi colpisce – prosegue Fassino – che sul tema del rapporto con i Cinquestelle venga sempre chiesta una risposta al PD. Ma mi chiedo: il gruppo dirigente del M5S è interessato a un rapporto col PD? Di Battista che ci insulta tutti i giorni è interessato a un rapporto col PD? E Di Maio che ha detto che dobbiamo redimerci? Per fare un matrimonio bisogna essere in due. Cosa diversa sono gli elettori. Penso che ci siano molti elettori del M5S che guardano con favore ad un rapporto col PD, anche perché magari prima erano elettori del centrosinistra. Ma il gruppo dirigente del M5S non mi pare francamente orientato ad un dialogo col PD. Zingaretti ha detto una cosa che condivido, è evidente che noi siamo molto attenti all’elettorato che ha votato M5S, siamo consapevoli che in quell’elettorato ci sono degli orientamenti che non sono molto lontani da noi. Il rapporto con l’elettorato è chiaro che ci interessa e lavoriamo per recuperarlo”.

“E’ evidente che ogni volta che c’è un episodio che offre un’immagine negativa della politica ne soffra tutta la politica. Noi siamo un partito che ha centinaia di migliaia di iscritti, migliaia di amministratori, centinaia di dirigenti, siamo un grande corpo di donne e di uomini, dentro cui ci può anche stare qualcuno che tiene un comportamento che non è lecito o non è moralmente apprezzabile, però sono casi singoli che non mettono in causa l’etica di un movimento, di una comunità. In questo continua a vivere Berlinguer, che ci ha trasmesso l’idea fondata su valori morali, una politica fondata su principi etici. Secondo me il fatto che ogni volta che c’è un episodio di segno opposto l’opinione pubblica reagisca, vuol dire che quei valori sono profondamente radicati nella società italiana. Gli uomini sbagliano, il problema è capire a quali valori è ispirata la comunità del PD e noi ci ispiriamo a valori etici”.

 

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