Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Cultura

Storia di una “Generazione di rimessa”, irriducibile nonostante gli anni ’80 del riflusso

Il nuovo romanzo-racconto di Andrea Catarci in bilico tra privato e politico
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Franco Chirico

Un memoriale fluido e appassionato su una generazione che nei fatidici anni ‘80 non si rifugiò nell’Italia del riflusso per smaltire così la sbornia politica degli anni ’70. E’ questo in estrema sintesi il tema conduttore del secondo libro di Andrea Catarci “Generazione di rimessa” (Derive e Approdi editore), già autore di “Resitere è anche un destino” (Palombi editore, 2017). In una sorta di romanzo-racconto l’autore ritorna sulle giornate della battaglia di Montalto di Castro del 9 dicembre 1986, esplosa a seguito del tentato blocco della centrale nucleare. Ricorda amiche e amici con cui si prepara alla manifestazione, in particolare evidenziando il legame intenso e durevole con Elena e Guido, spingendosi fino all’infanzia, riletta scavando tra le pieghe dei sentimenti forti per i genitori, di ricordi reali fuggenti come flashback e di impressioni aggiunte postume.

Dagli anni trascorsi tra le mura domestiche al contatto con il mondo esterno, dai primi lavori alla scoperta dei sentimenti e del sesso, dalle bande e le squadre di calcio ai drammi dell’eroina, dalla gioia della vita alla tristezza inconsolabile delle morti precoci, si compone gradualmente un quadro inedito degli adolescenti degli anni Ottanta, unanimemente descritti come individualisti ed egoisti: al contrario, nel presente affresco sono combattivi e irriducibili, fino a scoprire l’orgoglio di sentirsi una generazione di rimessa, capace di slanci continui e reazioni coraggiose alla corrente dominante. Catarci, 46 anni vive nel quartiere San Paolo, nel Municipio Roma VIII di cui è stato Presidente alla guida della coalizione di centro sinistra Roma Bene Comune. E del suo quartiere è da sempre un costante testimone oculare, come dimostra anche questa sua nuova prova letteraria.