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Politica

Procedura Ue, Conte: Attenzione a sfidare Commissione europea. Italia potrebbe farsi male.

Il Premier al Corsera: non vorrei che una Lega forte del voto europeo si lasciasse prendere da prospettive di predominio
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Fch

“Attenzione a sfidare la Commissione europea sulla procedura di infrazione per debito eccessivo. Se viene aperta davvero, farà male all’Italia. Non è tanto e solo questione di multa. Ci assoggetterà a controlli e verifiche per anni. Con il risultato di compromettere la nostra sovranità in campo economico: una bella eterogenesi dei fini, per questo governo che è geloso custode dell’interesse nazionale. Senza considerare che potrebbero essere messi a rischio i risparmi degli italiani…». In vista del vertice di stasera con i due vicepremier Giuseppe Conte concede un’intervista al Corriere della sera in cui sembra confermare la su preoccupazione rispetto al quadro politico nazionale. Ecco che quindi confessa di temere che “una Lega forte del risultato della consultazione europea si lasciasse prendere da prospettive di predominio, e assumesse via via atteggiamenti sempre più strumentali”. “Se la Lega – insiste subito dopo – aspira a capitalizzare un consenso politico in un sistema fondato sulla democrazia parlamentare come il nostro, non può che passare da elezioni politiche. Insomma deve assumersi la responsabilità di chiedere nuove elezioni politiche e poi vincerle. Le Europee hanno una logica e prospettive diverse …». Conte peraltro boccia implicitamente anche un’idea leghista di questi ultimi giorni: i cosiddetti Minibot. Per il premier infatti accelerare sui pagamenti della Pubblica amministrazione in favore dei creditori “è un obiettivo pienamente condivisibile”. Ma non con i miniBot. “Abbiamo già introdotto uno strumento per raggiungere l’obbiettivo con la triangolazione tra Comuni, Cassa depositi e prestiti e creditori – spiega. E quando gli si fa notare che c’è il sospetto che dietro i mini-Bot riaffiorino tentazioni di delegittimare la moneta unica o addirittura di creare le condizioni per uscire dall’euro replica: “Questo va chiesto a Claudio Borghi, il leghista che ha lanciato la proposta. Non credo fosse questa la sua intenzione. Ma il problema è che lo strumento di soluzione deve essere adeguato rispetto all’obiettivo. Ci sono molte criticità anche tecniche: se i crediti della PA non sono certificati non sono neppure pagabili. Siccome non possono costituire una moneta parallela non c’è l’obbligo di accettarli come mezzo per estinguere un’obbligazione. E chi li accetta, ragionevolmente vorrebbe scontare il fatto di prendere in carico un’attività parzialmente liquida che non frutta interesse. Il risultato è che finirebbero per essere negoziati sotto la parità. E lo sconto rispetto all’euro sarebbe una misura del rischio di uscita del Paese dalla moneta unica”.

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