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Economia, Ue

Draghi: Italia sia credibile nella riduzione del rapporto deficit/Pil

La Bce lascia i tassi invariati fino a metà 2020. Nell'Eurozona stime di crescita al rialzo nel 2019 e nel 2021
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di gat

“La commissione europea ha concluso che l’Italia deve ridurre il rapporto debito/Pil e l’Italia produrrà un programma di riduzione di medio termine. Non credo che verrà chiesto un rapido calo, sarà un piano di medio termine che però deve essere credibile. È questo quello che tutti si aspettano”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in merito alla procedura d’infrazione da parte Bruxelles nei confronti del nostro Paese.

Draghi ne ha parlato in conferenza stampa dopo aver confermato che i tassi d’interesse resteranno agli attuali minimi record “almeno fino alla prima metà del 2020”. Così ha stabilito il Consiglio direttivo della Banca centrale europea che deciso di mantenere il tasso principale a zero, quello sui depositi a -0,40% e quelli sui rifinanziamenti marginali a 0,25%. Nessuna possibilità di deflazione e recessione, ha detto Draghi che ha poi confermato la crescita dell’Eurozona già nel 2019.

Il Consiglio, queste le parole di Draghi, “è determinato ad agire nel caso di situazioni avverse ed è pronto a mettere mano a tutti i suoi strumenti nella misura necessaria”. Riguardo le stime di crescita che ci si aspetta nell’Eurozona, la Bce ha fornito i seguenti dati: nel 2019 a 1,2% (da 1,1% di marzo), tagliando invece il 2020 a 1,4% da 1,6%. Per il 2021 una crescita dell’1,4%, contro il +1,5% atteso lo scorso marzo. I rischi, ha spiegato Draghi, rimangono “al ribasso e non c’è alcuna probabilità di una deflazione, e ci sono molto basse probabilità di recessione”.