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Esteri, Conti pubblici

L’Ocse avverte: economia globale rimane debole, pil italiano fermo nel 2019

Il rapporto deficit/Pil italiano dovrebbe crescere ulteriormente, al 2,9% del Pil nel 2020, raggiungendo un rapporto debito pubblico pari al 135% del Pil nello stesso anno
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di asp

La crescita globale ha subito un forte rallentamento alla fine del 2018 e si sta ora stabilizzando a un livello moderato. L’escalation dei conflitti commerciali e le pericolose vulnerabilità finanziarie minacciano un nuovo indebolimento dell’attività, minando gli investimenti e la fiducia a livello mondiale, secondo le ultime prospettive economiche dell’OCSE.

L’economia mondiale dovrebbe registrare una crescita moderata ma fragile nei prossimi due anni. Le vulnerabilità derivano dalle tensioni commerciali, dall’elevata incertezza politica, dai rischi sui mercati finanziari e dal rallentamento della Cina, che potrebbero ulteriormente frenare una crescita mondiale a medio termine forte e sostenibile.

L’OCSE prevede che l’economia globale crescerà del 3,2 per cento nel 2019 e del 3,4 per cento nel 2020. L’Outlook include revisioni al ribasso per molte delle principali economie e avverte che gli attuali tassi di crescita sono insufficienti per ottenere miglioramenti significativi dell’occupazione e del tenore di vita.

Resta tuttavia l’allarme sulla situazione economica dell’Italia. Secondo l’Economic Outlook la crescita del nostro Paese ristagnerà nel 2019 e resterà “modesta”, allo 0,6%, nel 2020. Prospettive negative per i conti pubblici dell’Italia secondo l’Economic Outlook dell’Ocse. Il rapporto stima che il rapporto deficit/Pil dell’Italia dovrebbe crescere ulteriormente, dal 2,4% del 2019 al 2,9% nel 2020, portando il debito pubblico al 135% del Pil nello stesso anno.

Secondo l’Ocse la bassa crescita e l’aumento della spesa faranno crescere il rapporto deficit/Pil dal 2,1% del 2018 al 2,4% del 2019. La manovra presentata dal governo giallo-verde per il 2019, prosegue l’organismo internazionale “prevede misure nette pari allo 0,6% del Pil, per lo più consistenti in una maggiore spesa sociale attraverso un nuovo regime di prepensionamento (per un periodo di tre anni) e un nuovo e schema di reddito minimo garantito più generoso (reddito di cittadinanza)”. “Queste politiche espansive – avverte l’Ocse – verranno compensate solo in parte da tagli alla spesa di almeno 2 miliardi di euro come concordato con la Commissione europea e maggiori imposte sul reddito d’impresa”. Le stime fanno inoltre presupporre che il governo “farà attuare solo circa la metà dei previsti aumenti dell’Iva nel 2020, pari a circa l’1,3% del PIL in totale”. Per questo, e ipotizzando che non vi siano altri “importanti cambiamenti politici”, il rapporto deficit/Pil dovrebbe crescere ulteriormente, al 2,9% del Pil nel 2020, raggiungendo un rapporto debito pubblico pari al 135% del Pil nello stesso anno.