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Politica

Conte: innovazione digitale non produca esclusione sociale

"Il governo e le pubbliche amministrazioni devono sapersi adattare alla trasversalità e alla complessità di quella che sembra essere un'autentica metamorfosi"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di mal

“Le tecnologie digitali stanno trasformando l’economia e la società con tempi e modalità del tutto nuove, con esiti irreversibili e non sempre prevedibili. D’altra parte, diversamente dalle precedenti rivoluzioni tecnologiche, la trasformazione digitale è caratterizzata da una velocità sorprendente e da un impatto vasto e pervasivo da rappresentare una sfida di portata epocale per tutte le istituzioni”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nel suo intervento al Forum della Pubblica amministrazione.

”Il governo e le pubbliche amministrazioni devono sapersi adattare alla trasversalità e alla complessità di quella che sembra essere un’autentica metamorfosi, che tocca varie dimensioni e rimette in discussione principi e istituti, nel campo del lavoro, dell’istruzione, della fiscalità, del commercio, della sicurezza, modificando profondamente il ruolo dello Stato e dell’amministrazione”, ha aggiunto il premier.

”Con particolare riguardo al lavoro, occorre considerare che una quota significativa di posti di lavoro è a rischio di automazione e, contestualmente, è notevolmente accresciuto il divario salariale a vantaggio dei lavoratori con competenze digitali più avanzate. Certamente, occorre il massimo impegno per favorire una formazione, anche digitale, adeguata alle mutate esigenze del lavoro. Tuttavia, massima deve essere l’attenzione affinché l’innovazione digitale non produca ulteriore esclusione sociale, ma sia funzionale a un autentico miglioramento della qualità di vita, nella prospettiva di uno sviluppo equo e rispettoso dei diritti fondamentali della persona. Se perdessimo di vista questa dimensione – ha detto Conte – il processo non sarebbe né positivo né sostenibile. Al contrario, genererebbe soltanto nuove e più insidiose forme di diseguaglianza nei diritti e nelle opportunità”.

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