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Politica

Ue, Borghi (Lega): il 3% non ha senso, da Di Maio affermazioni ridicole

"A partire dal 2008 gli Stati Uniti hanno fatto il doppio del nostro deficit e oggi vediamo a che livelli è il Pil Usa"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di cos

“Il rapporto del 3% tra deficit e Pil semplicemente non ha senso. Dipende dalla crescita economica, se un Paese vuole crescere di più deve aumentare il deficit”. Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera e responsabile economico della Lega, intervistato da Affaritaliani.it, rilancia le parole del vicepremier Matteo Salvini che ha messo in discussione i vincoli europei. “A partire dal 2008 gli Stati Uniti hanno fatto il doppio del nostro deficit e oggi vediamo a che livelli è il Pil Usa. E’ incredibile poi che oggi nei commenti sui quotidiani molti parlino del Portogallo come esempio di austerità, se Lisbona non avesse fatto il doppio del nostro deficit non sarebbe stato in piedi come Paese”, spiega Borghi.



Ma ieri e oggi lo spread è salito dopo le parole di Salvini… “Falso. Lo spread non ha subito alcun tipo di modifica nella curva di andamento. La svolta c’è stata da quando Trump ha inasprito la guerra dei dazi. Ci sono forse state particolari variazioi negli ultimi due o tre giorni? No. E’ ridicolo voler dare la colpa alle dichiarazioni di qualcuno per una leggera variazione. E quando è salito da 240 a 250 punti? E da 240 a 270? Di chi era la colpa? Il giochetto di attribuire responsabilità a qualcuno non sta in piedi”.



Ma anche il vicepremier Di Maio ha avvertito Salvini di stare attento a non far salire lo spread… “Affermazione ridicola, detta poi da uno che ha combattuto per avere più deficit e che ha fatto la festa sul balcone di Palazzo Chigi… Proprio strano”.



Quanto al dopo 26 maggio e all’Europa del post-voto, il responsabile economico del Carroccio afferma: “Abbiamo finalmente la possibilità di cambiare l’Ue da leader. Una possiblità su cento e per questo è molto importante la manifestazione di sabato 18 in cui apparirà evidente che tutti i leader europei alleati alla Lega riconoscono la nostra preminenza”.



E se invece l’Europa non dovesse cambiare nulla con la riproposizione dell’accordo tra Ppe-Pse-liberali? “L’unica possibilità che hanno, e temo che vogliano farlo davvero, è che si mettano insieme tutti i perdenti delle elezioni con un’ammucchiata per fermare noi e il cambiamento”. E se accadesse davvero? L’uscita dall’euro sarebbe l’unica soluzione? “Valuteremo il dà farsi”, risponde Borghi. “Nel momento in cui dovessimo vedere che l’Europa ignora tutte le nostre richieste prenderemo le decisioni necessarie e conseguenti. Ma una cosa è certa: non danneggeremo mai la nostra gente e non faremo mai nulla solo perché ‘ce lo chiede l’Europa’. Altri facevano così e quel tempo è finito”.