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Transizione agroecologica: una sfida per l’Africa e per l’Europa

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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Martedì 14 maggio si terra a Roma il seminario “Società civile e istituzioni per la transizione in Africa Occidentale ed Europa”. L’incontro avrà inizio alle ore 10.00, presso la sede Engim in via degli Etruschi 7, e si concluderà alle ore 17.00. Parteciperanno ai lavori numerosi esperti e studiosi, italiani e stranieri. Alle 10.30 è previsto l’intervento di Aurélien Alain Godefroy Ayi Lakoussan, rappresentante del Réseaux de Organisations Paysannes et de Producteurs Agricoles de l’Afrique del Ouest (ROPPA), una delle più importanti organizzazioni contadine dell’Africa. L’evento si propone come momento di incontro tra le istituzioni e le associazioni della società civile italiane/europee ed africane. Obiettivo principale è la condivisione delle sfide e delle opportunità che la transizione agroecologica pone in Africa e in Europa. Si cercheranno terreni di collaborazione e di scambio tra ROPPA e le organizzazioni italiane ed europee.

”In Africa subsahariana 239 milioni di persone soffrono di fame e malnutrizione. Gli agricoltori familiari producono l’80% del cibo consumato in Africa Occidentale”, spiega Aurélien Lakoussan. “Il Sahel è malato. I sintomi di questa malattia sono l’instabilità, le violenze intercomunitarie, la forte migrazione e i traffici illegali” aggiunge il Presidente di ROPPA Ibrahima Coulibaly, che conclude: “Il sistema agricolo e alimentare della regione è invaso di prodotti a basso costo provenienti dall’esterno e perciò non riesce a essere competitivo. Per dare speranza e occupazione ai nostri giovani, perciò, c’è bisogno di una rivoluzione agroecologica”.

L’obiettivo deve essere quello di affrontare le cause strutturali dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione a livello locale e globale, in Europa come in Africa. Per raggiungerlo, è necessario sviluppare la collaborazione tra tutti i soggetti o parti in causa dei sistemi alimentari e chiedere alle istituzioni pubbliche coerenza ed efficacia nella promozione di programmi e politiche volte a questo scopo.
“Terra Nuova e le altre Ong italiane che lavorano nell’ambito della Confederazione europea delle Ong (Concord), invocano maggiore coerenza per far sì che le politiche commerciali e agricole dell’Unione Europea non contrastino con quello che la stessa UE promuove con la cooperazione”, afferma Paola De Meo, Responsabile Advocacy dell’Associazione Terra Nuova. “Si tratta di un paradosso che negli ultimi si è rafforzato, anche a causa della crescente presenza del settore privato nella cooperazione allo sviluppo”.

Il seminario rientra nell’ambito del progetto: “Narrazioni positive della cooperazione: cittadini, società civile e decisori politici si attivano sui territori per costruire un nuovo dibattito pubblico sullo sviluppo sostenibile”(AID 011491) finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

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