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Politica

Taglio parlamentari, Camera avvia esame. Fraccaro: arriva al giro di boa

L’aula di Montecitorio ha bocciato la pregiudiziale di costituzionalità presentata dal Pd e la richiesta di riportare la discussione alla commissione Affari costituzionali
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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La Camera ha avviato oggi l’esame della proposta di legge costituzionale: modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari, approvata, in un testo unificato, in prima deliberazione, dal Senato. L’aula di Montecitorio ha bocciato la pregiudiziale di costituzionalità presentata dal Pd con 277 voti contrari. Così com’è stata bocciata la richiesta sempre del Pd di riportare la discussione alla commissione Affari costituzionali. “L’avvio dell’esame in Aula alla Camera della legge per ridurre il numero di deputati e senatori, storica battaglia del M5S, è motivo di grande soddisfazione”, dichiara il ministro Riccardo Fraccaro.


“Dopo l’approvazione da parte di Palazzo Madama, con il voto contrario del Pd, il taglio dei parlamentari si appresta a completare la seconda lettura e arriva dunque al giro di boa: il cambiamento è nei fatti, manteniamo i nostri impegni realizzando le riforme che i cittadini invocano da anni. Tagliare 345 parlamentari consentirà a Camera e Senato di rispondere meglio alle istanze del Paese nell’ottica di una funzionalità più snella, allineando così l’Italia agli standard degli altri Paesi europei che hanno tutti un numero inferiore di rappresentanti direttamente eletti”.


“Auspico – conclude Fraccaro – che tutte le forze politiche possano condividere il provvedimento nel metodo e nel merito: una riforma costituzionale circoscritta e mirata, con la modifica di soli 3 articoli, che servirà a rendere più efficienti le istituzioni e a valorizzare il ruolo del Parlamento. Andiamo avanti così, mettendo i cittadini al centro del cambiamento”.

Protesta il Pd. In un articolo per “Democratica” il deputato pd e costituzionalista Stefano Ceccanti, in relazione alla discussione di oggi alla Camera, dichiara: “Sulla riduzione dei parlamentari la maggioranza di governo ha deciso di fare solo una sforbiciata ai numeri di deputati e senatori per fare uno spot elettorale. Nient’altro. I problemi strutturali che rendono da sempre non giustificabile il bicameralismo ripetitivo, dai problemi delle maggioranze diverse tra Camera e Senato al raccordo con le autonomie, quelli reali, che pesano sull’ordinamento, sono puramente e semplicemente ignorate”.

”Il punto però – spiega Ceccanti – non è tanto o solo questo perché la maggioranza se vuole ha tutto il diritto di prevalere con la forza dei numeri, di sostenere tesi che a noi appaiono sbagliate, di riformare poco e male, ma di cui ha il diritto di assumersi la responsabilità. Il punto è che la maggioranza, con la copertura assoluta del Presidente della Camera, temeva di votare contro alcuni emendamenti, da quello sull’unica Camera con 500 componenti a quello per il voto ai diciottenni al Senato, e ha quindi deciso di ripararsi dietro l’idea di una riforma chirurgica dei soli numeri dichiarando inammissibili i più importanti emendamenti migliorativi. Una sfida evidente sia alla Costituzione, perché come chiarito dalla Corte nella recente ordinanza di gennaio, il potere di proporre emendamenti deriva direttamente dalla Costituzione, sia al Regolamento della Camera che consente di dichiarare inammissibili solo gli emendamenti affatto estranei alla materia trattata. Queste gravi forzature ci portano pertanto a un’intransigente opposizione e a valutare anche seriamente la strada del ricorso alla Corte costituzionale. E’ una posizione facile da spiegare? Indubbiamente no, ma prima viene la responsabilità dei giudizi di merito e la difesa della dignità del Parlamento come stabilita dalla Costituzione.”

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