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Politica

Europee, Di Maio: “Approvare un salario minimo europeo e togliere dai vincoli di bilancio l’istruzione, la sanità e la ricerca”

“In Italia ci sono leggi che hanno priorità – osserva - come il taglio degli stipendi dei parlamentari e la legge sul conflitto d’interessi”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di onp

“Ci sono due partirti, quello popolare e quello socialista che l’hanno fatta da padrone in Europa avendo più del 50% dei voti. Noi il 26 maggio dobbiamo far succedere quello che è successo il 4 marzo in Italia, mandando all’opposizione Pd e Forza Italia che erano pronti a rimettersi insieme. Quindi vi dico la stessa cosa: non facciamo fare il 51% a quei signori e tutti verranno da noi. Il nuovo gruppo che stiamo creando con movimenti nuovi non è né di destra né di sinistra. Tutto questo per poter essere determinanti in Parlamento europeo ed approvare anche a livello europeo un salario minimo europeo e togliere dai vincoli di bilancio l’istruzione, la sanità e la ricerca”, così il vicepremier Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico e leader dei 5Stelle parlando in piazza ad Alghero.

“In Italia ci sono leggi che hanno priorità – osserva Di Maio – come il taglio degli stipendi dei parlamentari e la legge sul conflitto d’interessi”. Al lavoro per “migliorare la qualità della vita delle persone”, sottolinea che “Quota 100” e “Reddito di cittadinanza” rappresentano solo la prima fase. Si deve andare incontro ora a quella “fascia media della popolazione che non sta bene e non sta neanche malissimo”, con gli “aiuti alle famiglie che fanno figli (fino a tre, su modello francese), contratti stabili e salario minimo orario”: questa è “la ricetta per ridare il sorriso a chi ha serie difficoltà”.

Di Maio si sofferma in particolare sui contratti a tempo indeterminato che “permettono di dare stabilità ai giovani ed ai meno giovani”. “Il Decreto Dignità – ricorda – è stato varato per trasformare i contratti da tempo determinato in indeterminato ed a marzo i contratti a tempo indeterminato risultano il 230% in più, il che significa 370 mila cittadini che oggi hanno un contratto non precario”. Invita, poi, i nonni a richiedere la “Pensione di cittadinanza”, che porta la pensione minima da 500 a 780 euro e le cui domande ad oggi sono ancora poche, quando si contano 500mila italiani che ne hanno diritto. Dove si trovano i soldi per questo? Con i “tagli – dice – alle pensioni d’oro ed ai vitalizi”, non più erogati dal 1 gennaio 2019.

E le imprese? Bisogna “eliminare la burocrazia e gli enti inutili, come Ato e Province. Dobbiamo eliminare gli enti intermedi”. Bastano “Stato centrale, Regioni e Comuni, e qualche comune va anche accorpato”. In più, a dicembre 2019 si vedranno gli effetti del Decreto crescita con gli aiuti alle imprese che pagheranno il contributo assicurativo Inail il 30% in meno”. Inoltre, l’Imu sui capannoni è stata abbassata del 60%. “Le mie promesse vanno realizzate in 5 anni, tanto dura un governo”.

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