Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Politica

Educazione civica, da Camera sì bipartisan a introduzione in scuole primarie e secondarie

Costituzione, inno nazionale, Ue (ma anche educazione digitale e ambientale) tra le materie di studio per almeno 33 ore l'anno
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Franco Chirico

Con 451 voti favorevoli e nessun contrario l’aula di Montecitorio approva in prima lettura la norma che introduce lo studio dell’educazione civica nelle scuole primarie e secondarie italiane. Il provvedimento era arrivato nei giorni scorsi in assemblea a neanche due mesi dall’avvio dell’esame in commissione col supporto bipartisan di tutte le forze politiche. Il testo, che non prevede maggiori oneri per le finanze dello Stato, nè incrementi o modifiche dell’organico del personale scolastico od ore d’insegnamento eccedenti, prescrive almeno 33 ore di studio della nuova materia (da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti) che dovrà far conoscere ai nostri alunni la Costituzione, le istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; come pure la storia della bandiera e dell’inno nazionale. Il tutto “per contribuire a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri”.

Ma nell’ambito di questo nuovo insegnamento ci saranno anche (tra le altre materie) l’educazione alla cittadinanza digitale, con un interessante e attualissima formazione per “analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali”; nonchè elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro; e ancora l’educazione ambientale, quella alla legalità e quella finalizzata al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.

Sono previste anche esperienze extra-scolastiche, a partire dalla costituzione di reti anche di durata pluriennale con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato e del terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva. E anche i Comuni potranno promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole con particolare riguardo alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi e alla conoscenza storica del territorio e alla fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali. Il ddl passa ora all’esame del Senato

 

 

Notizie correlate