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Campania, spettacoli

Campania, Felicori: “Ravello come palcoscenico d’Italia per dare luce alle orchestre sinfoniche, ai cori, agli organisti”

"Coraggio di inserire nel programma tanti compositori italiani che non sono di grande fama"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

“Abbiamo immaginato Ravello come palcoscenico d’Italia, un luogo che ha una tale forza e attrazione che ci permette di dare luce alle orchestre sinfoniche italiane, ai cori, agli organisti. Ravello, in parte, è un tema simile a quello di Caserta, noi abbiamo in Italia dei Beni Culturali e paesaggistici o beni come la musica che valgono molto. Benché Ravello abbia già un nome fra i più famosi e importanti del mondo c’è ancora tanto da fare”. Lo ha annunciato Mauro Felicori Commissario della Fondazione Ravello, durante la presentazione a Palazzo Santa Lucia della 67esima edizione del Ravello Festival 2019. “Abbiamo un luogo che è l’icona dell’Italia e dobbiamo, in senso buono, sfruttarlo per rendere il nostro Paese più forte, per dare una reputazione più importante ai nostri artisti. Nel nostro programma abbiamo inserito tanti compositori italiani che non sono compositori di grande fama, ci siamo presi anche il coraggio di presentarli perché non vogliamo giocare facile”.  “Gli ultimi anni – ha ricordato Felicori – mi sono occupato di beni come la Reggia di Caserta ma la mia carriera iniziata come manager culturale, mi sono occupato di spettacoli e di sostegno agli artisti giovani e parte da lì questa sensibilità sul Conservatorio. Come commissario devo durare poco, riuscire a rimettere in funzione la Fondazione in modo che possa sprigionare tutta la sua energia”.

 

Un impegno per il Festival 2019 condiviso anche con il San Carlo di Napoli: “Fare rete è possibile – ha spiegato Rosanna Purchia, Sovrintendente del Massimo partenopeo – abbiamo il dovere non di riproporre ciò che gli stranieri possono vedere nelle loro città ma mostrare il meglio che abbiamo in Campania. C’è stata una bella sinergia per riconquistare la nostra dignità e la consapevolezza del nostro teatro. A Ravello nel 1953 c’è stata la prima edizione del Festival ed il San Carlo allora era in prima linea. Questa sinergia voluta e creata da Felicori è sostenuta dallo stesso De Luca che fa tanto per la cultura in Campania”.

Per l’edizione 2019 due le sezioni principali: “Orchestra Italia”, che propone molte delle migliori orchestre sinfoniche italiane e “La meglio gioventù”, che offre la grande ribalta ai ragazzi dei conservatori italiani; mentre un percorso musicale originale, pieno di invenzioni, propone il dialogo fra la composizione italiana e quella europea, in una visione universale della cultura, lontana da ogni provincialismo.

Il programma, suddiviso in tredici concerti sinfonici presso il Belvedere di Villa Rufolo, sette concerti cameristici “di Mezzanotte” nella Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo, quattro concerti in altrettanti luoghi e ore differenti della giornata, cinque concerti del Festival Organistico presso il Duomo di Ravello, si inscrive esattamente nel desiderio di impiegare e far conoscere meglio alcune delle orchestre delle maggiori istituzioni sinfoniche e lirico-sinfoniche del nostro paese. Gli inviti sono stati estesi non solo all’Orchestra del Teatro di San Carlo, ma anche a quelle del Massimo di Palermo, del Carlo Felice di Genova e del Comunale di Bologna, a cui si sono unite altre realtà non meno significative come l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, l’Accademia barocca di Santa Cecilia, l’Orchestra Filarmonica “Gioachino Rossini”, la Filarmonica Salernitana, la Filarmonica della Scala e l’Orchestra Verdi di Milano.

Intorno, spunti da sviluppare in futuro: il Duomo che diventa spazio protagonista, con il sontuoso organo; la diffusione dei concerti nel paese per valorizzarne spazi in apparenza minori; la musica da camera nelle notti di Villa Rufolo, una prima apparizione di quella speciale combinazione di qualità e socialità che sono i cori amatoriali. Questa è dunque l’idea per il Ravello Festival: il palco, la proiezione estiva della migliore produzione italiana “Ravello palcoscenico d’Italia”. Ma non solo musica, se con le serate scientifiche si allude a quell’approccio multidisciplinare che già caratterizzò il Festival.

La direzione artistica affidata al Teatro di San Carlo apre anche una speranza di crescente cooperazione fra le istituzioni culturali di Napoli e della Campania.

Si potrà immaginare un festival-sistema piuttosto che un festival-uno-dei-tanti-sia-pure-importante, cioè di un festival che integra e si integra. Una opzione ambiziosa, che può estendersi alla danza, al teatro, alla storia, alla filosofia, al design.