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Libia, Occhiuto (FI): su politica estera governo più incapace che su tutto il resto

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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“Presidente Conte, noi siamo delusi dall’informativa che lei ha appena reso al Parlamento perché ci è sembrato che questa informativa fosse una foto sbiadita di una situazione che, per come lei l’ha descritta, è conosciuta a ciascuno di noi semplicemente dalla lettura dei giornali. Noi ci aspettavamo che lei oggi venisse qui per darci qualche orientamento di politica estera, per dirci come il Governo voglia concretamente intervenire su questo teatro e non per descrivere così, quasi fotograficamente, una situazione con qualche declamazione anche ai limiti della banalità”. Lo ha detto Roberto Occhiuto di Forza Italia alla Camera dopo l’informativa del premier Giuseppe Conte sulla Libia. “’Urge lavorare per cessare il fuoco’: ma come? Lei ci ha detto che è in contatto diretto sia con Haftar sia con Serraj – bene – ma è evidente che lo scontro tra Haftar, che è sostenuto esplicitamente da Egitto, Emirati Arabi e anche altri sponsor europei meno visibili come la Francia, e dall’altra parte Serraj, che ha l’appoggio della Turchia e del Qatar, evidenzia che sul terreno libico si sta giocando proprio una guerra per procura tra potentati islamici e petroliferi. Ciò che sta accadendo in Libia, Presidente Conte, dimostra il fallimento della comunità internazionale. Infatti, i singoli Paesi occidentali e anche quelli mediorientali di quella regione perseguendo interessi spesso contrastanti hanno adottato approcci sostanzialmente unilaterali nel tentativo di favorire una fazione a scapito dell’altra. Questa mancanza di coesione da parte della comunità internazionale resta a oggi uno dei maggiori ostacoli per la stabilizzazione del Paese”.

“Ha fallito, dunque, la comunità internazionale ma ha fallito soprattutto il nostro Governo, il suo Governo, Presidente Conte, perché questa situazione rappresenta soprattutto il fallimento della politica estera italiana e noi, che a suo tempo non abbiamo fatto sconti ai Governi del PD, oggi con altrettanta forza non possiamo che denunciare il fallimento del suo Governo sulle questioni di politica estera. Signor Presidente, non avete giocato alcun ruolo in politica estera! È chiaro a tutti che sulla Libia si sta inscenando un pericoloso gioco delle parti tra nazioni che si definiscono alleate. Se, da un lato, gli interessi della Francia contrapposti ai nostri sono noti, è anche vero che molti influenti attori stanno muovendo le loro pedine: l’Egitto, la Russia, gli Emirati Arabi, il Qatar, l’Arabia, gli Stati Uniti e finanche la Cina. E noi che partita giochiamo, signor Presidente? Noi, che, come dice lei, ci lamentiamo perché la comunità internazionale non si esprime con una voce univoca, non creiamo le condizioni per essere credibili, perché non è vero, signor Presidente, che l’Italia oggi è tra i pochi Paesi stranieri con credibilità e non so da cosa lei deduca questa convinzione”.

“Dunque, invece di creare le condizioni per far esprimere la comunità internazionale in maniera univoca noi che facciamo? Un giorno firmiamo il memorandum con la Cina, aprendo un conflitto evidente con gli Stati Uniti. Ci ha detto: ‘Stiamo parlando con Washington’. Quando? Prima o dopo aver firmato il memorandum con la Cina? Poi, come diceva anche l’onorevole Gentiloni, qualcuno va in Francia, esprime solidarietà ai gilet gialli, acuendo il conflitto con la Francia. Ieri abbiamo approvato una mozione, che era semplicemente il pretesto per acuire ancora di più il conflitto con la Turchia. Invece di essere quelli capaci di mettere tutti allo stesso tavolo, tutti gli attori internazionali che dovrebbero concorrere alla stabilizzazione del Paese, noi facciamo di tutto per isolarci e per consolidare la nostra irrilevanza a livello europeo e internazionale. Anche la Conferenza di Palermo, che doveva servire a questo, a mettere tutti allo stesso tavolo, è stata solo un’inutile passerella. Eppure, signor Presidente, il caos libico, il rischio di una guerra civile minaccia fortemente gli interessi strategici e anche gli interessi interni del nostro Paese”.

“La Libia resta un tassello fondamentale della politica estera italiana, perché la sua instabilità ha per noi pesanti ricadute, sia per i flussi migratori, che per gli approvvigionamenti energetici, ed espone il nostro Paese e tutto l’Occidente ai rischi di una recrudescenza del terrorismo islamico. E noi cosa facciamo? Qual è il ruolo che ci assegniamo in politica estera? È possibile che non comprendiate che, come ha scritto qualcuno, mi pare ieri, una giornalista americana, gli eventi in Libia rischiano di far saltare il tappo e di far diventare di colpo i flussi di migranti così imponenti, che, signor Ministro Toninelli, questa volta mi rivolgo a lei, la politica di chiusura dei porti sarebbe efficace come il nastro adesivo quando sta crollando la diga. È possibile che non comprendiate quanto importante sia lavorare per la stabilizzazione della Libia? Proprio in queste ore cruciali dovremmo dimostrare, invece, di saper essere rilevanti, capaci di svolgere il ruolo che la comunità internazionale ci aveva affidato, da prima con Obama, e poi con Trump, quando ci fu chiesto di guidare la cabina di regia in Libia, un compito che il vostro Governo e quelli della sinistra prima del vostro hanno clamorosamente fallito. La verità è che sulla politica estera voi siete ancora più incapaci che su tutto il resto e non avete neanche la bussola malfunzionante del vostro contratto di Governo, perché nel vostro contratto di Governo sulla politica estera c’è mezza pagina. Allora, siccome non sapete cosa dire perché non l’avete scritto nel contratto di Governo, brancolate nel buio”.

“Non siate presuntuosi, ammettete di dovervi allenare, di dover imparare ancora sui temi di politica estera. E abbiate l’umiltà di rivalutare e di prendere ad esempio il lavoro svolto dai nostri Governi fino al 2011, fino a quello sciagurato intervento militare in Libia al quale noi all’inizio, onorevole Gentiloni, non partecipammo e che subimmo infine, perché a quel tempo un altro Governo, non in Africa o in Asia, ma in Europa, l’ultimo scelto democraticamente dagli italiani, si stava rovesciando: il Governo Berlusconi. Abbiate l’umiltà di imparare la politica estera da Berlusconi, che seppe sviluppare rapporti con la Libia in grado di garantire nel Mediterraneo, oggi teatro di drammi umanitari, una pace e una stabilità che sono ormai soltanto uno sbiadito ricordo. Quindi, imparate da chi è stato più bravo di voi. I Governi di centrodestra, anche quelli ai quali la Lega ha partecipato, forse hanno anche commesso degli errori, ma in politica estera no, in politica estera non hanno commesso errori e in questo Paese la politica estera manca dalla fine dei Governi di centrodestra, così come manca la credibilità e l’autorevolezza dell’Italia a livello internazionale”.

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