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Libia, Carelli (M5S): unica linea possibile da seguire è quella del dialogo

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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“Le notizie preoccupanti che in queste ore arrivano dalla Libia ci portano oggi in quest’Aula a ribadire con convinzione l’impegno dell’Italia nel concreto lavoro per evitare di assistere all’ennesimo conflitto nel Paese nordafricano; impegno che ho ritrovato pienamente espresso nelle parole del Presidente del Consiglio. Dopo l’intesa raggiunta nei mesi scorsi con grande sforzo tra le due fazioni in campo, in queste settimane, lo abbiamo sentito, la tensione è tornata ad esplodere, con il rischio di una nuova guerra civile in un Paese che da anni vive in una situazione di estrema instabilità. Ecco, di fronte a questa realtà vogliamo riaffermare che l’unica linea possibile da seguire è quella del dialogo. Escludiamo del tutto ogni possibile intervento militare, intervento dell’Italia in Libia, né oggi né mai, ma né oggi né mai sosterremo possibili interventi di altri Paesi”. Lo ha dichiarato nell’aula della Camera dopo l’informativa del premier Giuseppe Conte sulla Libia Emilio Carelli di M5S.

“Non esiste una soluzione militare per la crisi libica e dobbiamo fare tutto quanto è in nostro potere, a livello politico e diplomatico, per sostenere il dialogo. Devo riconoscere che questo Governo e il Presidente Conte avevano già dato prova di voler tenere ben saldo il principio inderogabile del dialogo per raggiungere la pace; dialogo ribadito anche oggi in Aula dallo stesso Presidente del Consiglio. La Conferenza convocata a Palermo alla fine dello scorso anno, alla quale avevano partecipato trenta rappresentanti di diversi Stati, aveva segnato un passo importante nella direzione della stabilizzazione della Libia”.

”Il piano da seguire con attenzione è quello tracciato dalle Nazioni Unite, che punta ad arrivare alle elezioni in Libia in tempi rapidi, come confermato anche poco fa dalle parole del Presidente Conte. Noi crediamo nel principio dell’autodeterminazione dei popoli: sei milioni di libici hanno il diritto di scegliere quale Governo avere, quale ruolo svolgere nello scenario internazionale; hanno il diritto di desiderare finalmente un Paese unito e stabile, hanno il diritto di non dover vivere nella paura della guerra. L’Italia vuole promuovere la stabilità e l’inclusione di tutti gli attori coinvolti. Lo ricordiamo, la Libia è storicamente un nostro importante fornitore di energia ed è collocata di fronte a casa nostra, in una zona dagli equilibri delicati. In questo momento, però, esiste un’urgenza, e cioè impedire che gli scontri a fuoco divampino ulteriormente e che un ingresso delle forze del generale Haftar nel cuore di Tripoli comporti un bagno di sangue”.

”Non possiamo dimenticarci che la Libia è anche un luogo di passaggio per chi va via dall’Africa nel tentativo di arrivare in Europa, la rotta Libia-Italia è stata tra quelle con il maggior numero di morti tra i migranti. La salvaguardia dei diritti umani è un valore al quale il MoVimento 5 Stelle ha sempre tenuto. Un Governo stabile, frutto di un processo democratico e del riconoscimento internazionale, in Libia, permetterebbe ai Paesi europei e all’Italia di trovare finalmente un interlocutore autorevole, un alleato nella lotta contro i trafficanti di esseri umani e nel contrasto all’immigrazione irregolare, un alleato anche nella lotta al terrorismo. Tutto questo si tradurrebbe in una maggiore sicurezza per il nostro Paese, ma l’Italia non deve muoversi da sola in questo percorso, dobbiamo fare un passo avanti e guardare a una proposta condivisa da tutti i Paesi che hanno interesse a dare stabilità alla Libia. Serve un approccio diverso e più efficace dell’Italia che si trasformi in una sorta di cabina di regia, secondo noi, e coinvolga gli altri Paesi dell’Europa, ma anche le grandi potenze occidentali, come gli Stati Uniti, la Russia e la Cina. Il messaggio che vogliamo dare al popolo libico è che questo è il momento in cui possono cominciare a scrivere in maniera autonoma il loro futuro e la sorte del loro Paese”.

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