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Campania, sanità

M5S, Ciarambino: “L’uscita dal commissariamento è il prezzo dell’accordo elettorale Lega-De Luca?”

La consigliera regionale: “Si prefigura un vergognoso inciucio sulla pelle dei cittadini. Squallida gag di Cantalamessa e Garavaglia”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

“Il coordinatore regionale della Lega Cantalamessa invoca un nuovo commissario per la sanità in Campania, ma viene smentito nelle stesse ore dal viceministro del suo partito Garavaglia che annuncia la fine del commissariamento. Una squallida gag recitata sulla pelle e la salute dei campani, il cui fine potrebbe essere quello di coprire un’amara verità che questa vicenda ha portato allo scoperto. Ovvero, un possibile accordo in Campania tra il partito di Salvini e il governatore De Luca in vista delle regionali 2020. Non vogliamo pensare che sia in atto un vergognoso inciucio che si starebbe realizzando sulla pelle e la salute dei nostri cittadini, alle prese con una sanità da Terzo Mondo, con servizi inefficienti, ospedali che crollano, degenti ricoperti di formiche o curati sul pavimento e nosocomi insicuri che non hanno neppure l’autorizzazione all’esercizio né i certificati antincendio e che per questo andrebbero addirittura chiusi. E’ assurdo leggere che per il legista Garavaglia, nelle sue dichiarazioni rese al Corriere del Mezzogiorno, in linea con le affermazioni che De Luca ha rilasciato pubblicamente in quelle stesse ore, conta solo che le carte siano a posto. E non certo che nella nostra regione, grazie al governatore e commissario in carica, da anni non venga più garantito il sacrosanto diritto a un’assistenza degna di questo nome”. Lo afferma la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino. “Cantalamessa, che appena ieri invocava un nuovo commissario, ci dimostri con i fatti quanto vale la sua parola. O saremo costretti a dedurne che il suo partito ha trovato un possibile alleato nell’uomo che non intende togliere le mani dalla nostra sanità, per continuare a dispensare nomine fiduciarie e avere campo libero nel portare avanti una sistematica opera di smantellamento del pubblico per favorire il privato, spianandosi così la strada verso le regionali del 2020”.