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Politica

Pil: Carè (Pd), dal governo nulla su export e italiani all’estero

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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“L’Italia, con un -0,2% di crescita economica rispetto lo scorso anno, si pone in una pericolosa recessione tecnica. Il Fmi rileva inoltre: deficit in salita, calo dell’occupazione, bilancia commerciale al passivo. Questi tre parametri presentano un Paese apatico, immobile, stagnante. Le soluzioni indicate dal governo sarebbero Rdc e Quota 100. Tuttavia, le risorse richieste, pari a circa 38 miliardi di euro nel triennio 2019-’21, sono reperite a deficit, con un rialzo dei rendimenti sui titoli di Stato. ‘La manovra del popolo’ condurrà ad un rilevante aumento debitorio dei conti pubblici, con un lieve aumento dei consumi interni, stimato a meno di un decimo percentuale, e causerà la crescita del rapporto debito/Pil di oltre due punti. Nessuna iniziativa è stata offerta invece a favore dell’export, l’unico nostro settore economico dallo spiccato trend di crescita. E non una parola di elogio è giunta nei confronti della principale sua forza motrice: la cittadinanza residente oltre confine. Gli imprenditori, le aziende operanti all’estero, le generazioni ora nei nuovi territori di adozione: strumento essenziale per il Paese”. Così il deputato Dem Nicola Carè, componente della commissione Affari costituzionali.

“Accrescere il grado di internazionalizzazione di piccole e medie imprese, circa il 90% del totale – aggiunge il deputato Pd – potenziare gli strumenti agevolativi, collegare il mondo del lavoro a Università e Centri di ricerca, concentrare le risorse pubbliche in settori dal maggior potenziale: solo così può attuarsi una politica efficace. La leadership di cui ancora godiamo non si devono alla maggioranza governativa, ma alla dedizione degli imprenditori, al rigore delle aziende, alle qualità dei prodotti. Un enorme patrimonio che prospera ed esiste solo grazie al capitale umano che ci rappresenta nel mondo. Nonostante questi incoraggianti risultati economici, la politica attuale è indifferente e non sostiene questa preziosa risorsa. Apatia e indifferenza – conclude Nicola Carè – non sono la risposta: danneggiano il Paese, lo privano di risultati, ne fiaccano gli obiettivi e ledono il benessere di tutti”.

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