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Legittima difesa, Di Pietro: Questa legge è dannosa, ha creato più allarme sociale

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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Antonio Di Pietro è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Riguardo la riforma della legittima difesa: “Hanno fatto tanto fumo e tanta pubblicità al vento soltanto per allarmare i cittadini e creare un’altra tensione quando non c’era bisogno di farlo –ha affermato Di Pietro-. Che c’è una legge è vero, ma non è né una novità né è una legge vera, è semplicemente la fotocopia di quella che già c’era: l’art.52 del codice penale. In natura la difesa è sempre legittima quando è legittima, ma per accertare che sia legittima ci vuole il giudizio di un terzo. L’inchiesta ci deve stare lo stesso, un’indagine preliminare. Se se un ladruncolo drogato entra in casa di un pugile che gli dà uno schiaffo e poi anziché chiamare la polizia lo appende a un chiodo e lo strozza con le sue mani, questa non è più legittima difesa. Tutti cominciano a dire: finalmente mi posso difendere. Troveremo qualcuno che si apposta alla finestra ad aspettare che qualcuno gli entri in casa per sparargli. Nella legge c’è scritto che non sei punibile se ti difendi con le armi legittimamente detenute. Se di mestiere uno fa il rapinatore e ha una pistola con matricola abrase, può capitare che gli entri qualcuno in casa e che quello gli spari, ma perché la difesa non può essere legittima se quello non ha denunciato l’arma? Dovrà rispondere di detenzione abusiva di arma, ma comunque la difesa sempre legittima è. Comunque questa legge dannosa che ha creato più allarme sociale, perché qui si scambia il processo con la condanna, si scambia l’indagine preliminare con il processo. Ho sentito dire anche da politici: quando uno mi entra in casa io posso difendermi come voglio, i magistrati non devono mettere bocca. Il tema è che nel momento in cui lo Stato ti manda un messaggio: ‘tu puoi sparare, puoi fare quello che ti pare’, è un messaggio di sconfitta”. E sulla castrazione chimica per gli stupratori: “Sono dell’idea che chi sbaglia paga e deve essere punito, dopodichè le punizioni corporali si usavano una volta. Una cosa è punire, altra cosa è la vendetta” ha dichiarato Di Pietro.

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