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Politica

Legittima difesa, Caiazza (Unione Camere Penali): legge inutile per gli obiettivi che millanta

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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Gian Domenico Caiazza, Presidente dell’Unione Camere Penali, è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Riguardo la riforma della legittima difesa: “Questa è una legge sicuramente inutile per gli obiettivi che millanta –ha affermato Caiazza-. Si possono aggiungere tutti gli avverbi e gli aggettivi che si vuole, ma un fatto omicidiario deve essere analizzato dall’autorità giudiziaria, perché una reazione così come un turbamento dell’animo sono valutazioni che deve fare un giudice ricostruendo la dinamica dei fatti. Il fatto che si voglia dire che il fatto avvenuto in casa è sempre legittimo è un’illusione. Ma questa illusione alimenta nei cittadini la convinzione che ci possa essere un’impunità. Per questo diciamo che questa legge è una cosa inutile e dannosa. La cosa più singolare di questa vicenda è che noi stiamo discutendo di un’emergenza che non c’è. I casi di omicidio domiciliare sono stati meno di 10 negli ultimi anni. Ma questo è un tema straordinariamente produttivo dal punto di vista politico perché piace il tema dello sparare in casa, affascina il tema della sicurezza. La gente ha paura, è una paura anche indotta e sollecitata e quindi si lucra su questa paura dicendo: ti garantisco io, ti rassicuro io, ti do io gli strumenti per difenderti da queste aggressioni esterni. Con questa legge a livello penale cambia poco, ma si attribuisce a chi fa questa obiezione l’idea che si sia schierati con chi va a fare le rapine in casa. Si dice: si rimane per anni prigionieri del processo. Ma questo purtroppo vale per tutti i reati. Il problema di essere aggrediti nell’intimità della propria vita quotidiana è sicuramente un’ansia che va rispettata, ma non c’entra niente col tema dell’armarsi perché 9 volte su 10 questo avviene a danno di persone che un’arma non saprebbero nemmeno da che parte prenderla. Il tema non va spostato sulla sanzione penale ma sulla prevenzione di polizia, ci vogliono più mezzi e più strumenti per le forze dell’ordine. Tra l’altro questo è un tema che compete al ministro dell’interno. E’ singolare che chi è politicamente responsabile di questo, anziché raccontarci di iniziative per potenziare il controllo del territorio, fa propaganda su quelli che potrebbero essere gli esiti di 3 processi l’anno”.

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