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Esteri, Africa

Contribuire a plasmare l’Africa di domani, una priorità strategica per il Marocco

Lo ha dichiarato Mohamed Benchaâboun, Ministro dell'Economia e delle Finanze a Marrakech durante la 52esima Conferenza dei ministri africani delle finanze
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/Faapa
di Asp

Contribuire alla formazione dell’Africa di domani è una priorità strategica per il Marocco, ha dichiarato Mohamed Benchaâboun, Ministro dell’Economia e delle Finanze, lunedì a Marrakech. “Contribuire a plasmare l’Africa di domani, un’Africa prospera, emancipata, autonoma, stabile e resiliente, è una priorità strategica e una responsabilità condivisa per il Regno del Marocco, convinti dell’enorme potenziale dei nostri giovani africani e delle nostre capacità collettive di osare un cambiamento positivo per il nostro continente”, ha dichiarato Benchaâboun nella sessione di apertura delle sessioni ministeriali della 52a Conferenza dei ministri africani delle finanze, della pianificazione e dello sviluppo economico (COM2019) della Commissione economica per l’Africa (ECA).

È proprio questa profonda convinzione e fiducia nella capacità dell’Africa di farsi carico del proprio destino che guida la visione lungimirante di S.M. il Re Mohammed VI per il continente, ha sottolineato, aggiungendo che “il Sovrano ha costantemente ribadito l’importanza di una cooperazione Sud-Sud rafforzata e plurale per affrontare le sfide emergenti e di sviluppo che ci attendono, e l’impegno del Marocco per il successo della Conferenza di oggi ne è un ulteriore esempio”. Benchaâboun ha inoltre osservato che “le crescenti sfide che il nostro mondo di oggi si trovano ad affrontare sfidare il ritmo delle grandi riforme, sia in termini di costruzione della pace, ripresa economica, stabilità macrofinanziaria, facilitazione degli scambi commerciali e lotta contro varie forme di pratiche illecite”.

La pressione si sta intensificando, in particolare sui paesi in via di sviluppo e meno sviluppati, con solo un decennio di tempo fino al 2030 per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDO), ha osservato, considerando che questa situazione, caratterizzata da rapidi e profondi cambiamenti nel paesaggio economico e geostrategico globale e dalla riconfigurazione dei flussi commerciali, richiede una revisione fondamentale dei modelli di sviluppo. Più che mai, sfida i decisori delle istituzioni internazionali di sviluppo, così come i decisori nazionali, a fornire risposte più ambiziose, innovative e socialmente responsabili, ha osservato Benchaâboun.

Il Ministro ha inoltre sottolineato che i paesi africani hanno maggiori probabilità di stimolare una nuova dinamica di crescita attraverso un approccio concertato e multi-stakeholder, assicurando nel contempo che il benessere collettivo e la riduzione delle disuguaglianze sociali e spaziali siano ottimizzati. A tal fine, ha spiegato, i prerequisiti necessari a livello economico possono essere riassunti principalmente a tre livelli: il primo è quello di garantire un quadro macroeconomico solido e resiliente; il secondo è quello di promuovere l’iniziativa privata, in particolare attraverso una buona governance pubblica e strategie multisettoriali adeguate e inclusive; il terzo è quello di riposizionarsi nell’ambiente regionale e internazionale attraverso un approccio win-win, basato sul pieno sfruttamento dei vantaggi competitivi. In questo senso, Benchaâboun ha indicato che i governi africani “sono chiamati, oggi più che mai, a mettere in atto politiche pubbliche ambiziose e a dotarsi delle risorse finanziarie, umane e tecniche per attuarle”.

Ha aggiunto che una maggiore mobilitazione delle risorse interne per finanziare le strategie di sviluppo e le infrastrutture nazionali non è più una scelta ma una necessità per i nostri paesi. “Queste risorse, che provengono principalmente dai frutti della crescita economica, si basano principalmente sui risultati della politica fiscale attraverso la capacità di rafforzare le entrate pubbliche, comprese le entrate fiscali, da un lato, e di razionalizzare e indirizzare meglio la spesa pubblica al fine di fornire una maggiore flessibilità per gli impegni futuri nell’ambito delle strategie di sviluppo”, ha osservato Benchaâboun, rilevando la necessità di una tassazione più equa e di una migliore spesa.

Diventa quindi fondamentale disporre di leve sostenibili per migliorare l’efficienza, la trasparenza e la buona governance nella politica fiscale, in particolare attraverso l’uso dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione, ha raccomandato, sottolineando che “le nuove tecnologie digitali offrono ora il vantaggio di dotarci di potenti piattaforme per facilitare e accelerare i processi decisionali e operativi, facilitando nel contempo l’accesso, gli scambi e l’elaborazione dei dati”. Benchaâboun ha anche osservato che il potere dello strumento digitale fornisce anche una risposta efficace a molte delle carenze che continuano a colpire i nostri sistemi finanziari e di bilancio, che vanno dall’evasione ed erosione fiscale a procedure amministrative complesse e ingombranti, osservando che “non c’è dubbio che il nostro continente africano ha compiuto passi importanti verso l’integrazione sociale dello strumento digitale, come dimostra l’aumento esponenziale dell’accesso delle persone alle tecnologie mobili e a Internet”.

Ha inoltre sottolineato che il settore privato africano ha i maggiori benefici da questa rivoluzione digitale, rilevando che il contesto attuale in Africa è più favorevole all’adozione e all’appropriazione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, con una popolazione prevalentemente giovane e fortemente connessa e un notevole aumento delle transazioni online, offrendo così un enorme potenziale per l’emergere di un ecosistema favorevole all’innovazione e all’imprenditorialità. Analogamente, per quanto riguarda lo sviluppo del commercio, l’impiego di soluzioni digitali adeguate sul continente dovrebbe consentire un’evoluzione di alto livello nelle catene di valore regionali e globali e rafforzare la competitività delle imprese africane, riducendo nel contempo la vulnerabilità delle nostre economie agli shock dei prezzi dell’energia e delle materie prime che dominano le esportazioni del continente, ha aggiunto.

La comunicazione COM2019, che si svolge dal 20 al 26 marzo sul tema “La politica fiscale, il commercio e il settore privato nell’era digitale: una strategia per l’Africa”, si concentra sul contributo della tecnologia digitale sia allo sviluppo degli scambi economici in Africa e al rafforzamento delle politiche fiscali nazionali, sia al miglioramento della riscossione delle entrate fiscali.

La contribution au façonnement de l’Afrique de demain constitue une priorité stratégique pour le Maroc, a souligné, lundi à Marrakech, le ministre de l’Économie et des Finances, Mohamed Benchaâboun. « Contribuer à façonner l’Afrique de demain, une Afrique prospère, émancipée, autonome, stable et résiliente, est une priorité stratégique et une responsabilité partagée pour le Royaume du Maroc, convaincu du potentiel énorme de notre jeunesse Africaine et de nos capacités collectives à oser un changement positif pour notre continent », a dit M. Benchaâboun lors de la séance inaugurale des sessions ministérielles de la 52è conférence des ministres africains des Finances, de la planification et du développement économique (COM2019) de la Commission économique pour l’Afrique (CEA). C’est bien cette conviction profonde et cette foi en la capacité de l’Afrique à prendre en main son destin qui animent la vision clairvoyante de SM le Roi Mohammed VI pour le continent, a-t-il souligné, ajoutant que « le Souverain n’a eu de cesse de réitérer l’importance d’une coopération Sud-Sud renforcée et plurielle pour faire face aux défis du développement et de l’émergence qui nous confrontent, et l’engagement du Maroc pour la réussite de la Conférence d’aujourd’hui en est un exemple de plus ». M. Benchaâboun a, en outre, relevé que « l’accentuation des défis auxquels notre monde fait face aujourd’hui met à rude épreuve la cadence des grandes réformes menées, aussi bien en matière d’instauration de la paix, de relance économique, de stabilité macro-financière, de facilitation des échanges commerciaux et de lutte contre les différentes formes de pratiques illicites ». La pression s’intensifie, notamment sur les pays en développement et les pays les moins avancés, alors qu’il reste qu’une seule décennie de l’échéance 2030 pour la réalisation des Objectifs de Développement Durable (ODD), a-t-il noté, estimant que cette situation, marquée par les mutations rapides et profondes qui agitent le paysage économique et géostratégique mondial et qui reconfigurent les courants d’échange, impose une révision fondamentale des modèles de développement. Elle interpelle plus que jamais les décideurs au sein des institutions internationales de développement, ainsi que les décideurs nationaux pour apporter des réponses plus ambitieuses, novatrices et socialement responsables, a fait remarquer M. Benchaâboun. Le ministre a également souligné que les pays africains sont davantage appelés à impulser une nouvelle dynamique de croissance à travers une approche concertée et multi-acteurs, tout en veillant à optimiser le bien-être collectif et la réduction des inégalités sociales et spatiales. Pour ce faire, a-t-il expliqué, les préalables nécessaires au niveau économique se résument principalement à trois niveaux, le premier consiste à assurer un cadre macroéconomique sain et résilient, le deuxième concerne la promotion de l’initiative privée, notamment à travers une bonne gouvernance publique et des stratégies multisectorielles adéquates et inclusives, et le troisième a trait au repositionnement dans l’environnement régional et international selon une approche Gagnant-Gagnant, reposant sur la pleine exploitation des avantages compétitifs. Dans ce sens, M. Benchaâboun a indiqué que les gouvernements africains « sont appelés, aujourd’hui plus que jamais, à mettre en place des politiques publiques ambitieuses et à se doter des moyens financiers, humains et techniques pour les mettre en œuvre ». Et d’ajouter qu’une plus grande mobilisation des ressources intérieures pour financer les stratégies nationales de développement et les infrastructures n’est plus un choix mais une nécessité pour nos pays. « Ces ressources, qui proviennent principalement des fruits de la croissance économique, reposent pour l’essentiel sur les performances de la politique budgétaire à travers la capacité, d’une part, de renforcer les recettes publiques, notamment les recettes fiscales, et d’autre part de rationaliser et de mieux cibler les dépenses publiques afin de dégager des marges de manœuvre plus élargies pour les engagements futurs au titre des stratégies de développement », a relevé M. Benchaâboun, notant qu’il est question de taxer plus équitablement et de dépenser mieux.