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Politica

Dl sblocca cantieri in Cdm mercoledì prossimo, ieri giornata di incontri a Palazzo Chigi

"Una grande occasione per far ripartire cantieri fermi da tanto tempo", ha detto il vicepremier Luigi Di Maio
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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“Una giornata impegnativa” aveva detto il premier Giuseppe Conte parlando di quella che oggi sul decreto sblocca cantieri avrebbe coinvolto il governo. E così è stato. Oggi il premier con il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha incontrato i presidenti delle Regioni, Anci e Upi. Poi Ance, Confindustria, Cna e Confartigianato. E infine i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb, Confsal, Confael. “Vogliamo raccogliere suggerimenti, sbloccare i cantieri, far crescere il Paese”, ha detto Conte. Agli interlocutori del governo non è stato presentato nessun testo scritto che arriverà invece mercoledì come ha annunciato al termine degli incontri Di Maio in Cdm.

”Mercoledì della prossima settimana arriva in consiglio dei ministri un decreto legge sblocca cantieri a firma M5S che sblocca centinaia di migliaia di posti di lavoro perché sblocca centinaia di cantieri in Italia fermi per burocrazia. Questo significa anche snellimento per le imprese che vogliono partecipare a un appalto pubblico. Una grande occasione per far ripartire cantieri fermi da tanto tempo”, ha detto Di Maio. Il ministro ha garantito che “non ci sarà nessun arretramento dal punto di vista della legalità e dei diritti dei lavoratori. Inizieremo a far arretrare la burocrazia”. Ha poi escluso che si possa creare un “super commissario”, “sarebbe solo un doppione del ministero delle Infrastrutture”. Invece quello che ci potrà essere è il commissariamento di alcune opere con “un commissario ad hoc”.

”Cinque ore di intenso confronto oggi a Palazzo Chigi insieme al Vicepresidente Luigi Di Maio e al Ministro Danilo Toninelli. Siamo al lavoro su più fronti con l’obiettivo di approvare un decreto sblocca cantieri che possa dare la necessaria accelerazione alle varie opere pubbliche e private che procedono troppo lentamente o sono bloccate da anni”, scrive su Facebook Conte.”Abbiamo avuto incontri serrati e molto costruttivi con Regioni, Comuni e Province, con i costruttori edili, con industriali, imprese e rappresentanti del mondo dell’artigianato, con i sindacati. Abbiamo ascoltato i loro suggerimenti, accolto i loro apprezzamenti e dato disponibilità a ulteriori occasioni di incontro, sul piano tecnico, quanto sul decreto sblocca cantieri che approveremo la prossima settimana, tanto sulla più ampia riforma del codice degli appalti. Vogliamo fare in fretta, ma soprattutto vogliamo fare bene. Semplificare, velocizzare, sbloccare. Lo facciamo con questo decreto, ma lo facciamo anche andando cantiere per cantiere, da nord a sud, per provare a risolvere i problemi concreti. Si riparte lunedì prossimo, in Piemonte, con il sopralluogo sull’autostrada Asti-Cuneo, i cui lavori sono ancora fermi”.

Il confronto con le parti sociali, le imprese, i governatori e i Comuni è stato interlocutorio. L’appuntamento per entrare nelle questioni di merito è rinviato a quando saranno disponibili i testi. Già lunedì prossimo ci sarà con i sindacati un primo tavolo tecnico come ha annunciato il numero uno della Cgil Maurizio Landini. “Abbiamo bisogno di sbloccare da subito le grandi come le medie opere: 600 quelle bloccate e ancora mai partite, già con le risorse stanziate. Le risorse ci sono, bisogna spenderle”, ha messo in evidenza il numero uno della Cisl Annamaria Furlan.

Pronti a dare il loro contributo le imprese: “La disponibilità c’è, vedremo i fatti. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo”, ha detto il vicepresidente di Confindustria, Stefan Pan. “Se si vogliono sbloccare realmente i cantieri – ha spiegato – è necessario semplificare le procedure decisionali e amministrative, ricorrendo anche ai commissariamenti, risolvere i contenziosi in fase di cantiere e affrontare il problema delle crisi d’impresa”.

I governatori chiedono chiarezza sulle opere che bisogna fare e su quelle su cui invece non si intende procedere.“Bisogna confrontarsi oltre che sulle norme tecniche anche sulla volontà politica di andare avanti sulle grandi opere. E quali. Non c’è solo la Tav, ci sono molte opere da concordare tra Stato e Regioni. Temo che il disallineamento tra le volontà del governo e molte regioni sia significativo”, ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti. “Il decreto è giusto, lo leggeremo e capiremo se veramente riuscirà a raggiungere gli obiettivi di semplificazione, accelerazione, snellimento. Rimane però la necessità di fare chiarezza sulle opere sulle quali si vuole andare avanti, ci vuole chiarezza politica sul farle o non farle. Da noi ci sono tante opere ferme in Toscana, il clima di incertezza che si è creato non aiuta ad aprire i cantieri”, ha dichiarato il presidente della Toscana Enrico Rossi.

“Abbiamo avuto rassicurazioni sulle nostre proposte già fatte. Chiediamo di procedere più speditamente sulle opere pubbliche. Abbiamo chiesto semplificazioni per i piccoli comuni, di valorizzare le stazioni uniche appaltanti e le aggregazioni tra Comuni. Infine abbiamo chiesto di reintrodurre l’appalto integrato e di ridurre il contenzioso”, ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro

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