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Politica

Conte scrive a Telt: state fermi. La Tav va ridiscussa “integralmente”

Salvini: Nessuna crisi di governo, per Tav serve revisione progetto. Di Maio: Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente.
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di glv

Il governo italiano prende tempo sulla Tav e invita Telt ad aspettare gli esiti dell’interlocuzione con la Francia perché il progetto della Torino-Lione si deve “ridiscutere integralmente”. “Oggi è stata una mattinata di intenso lavoro che ha prodotto i suoi frutti. Ho inviato una lettera alla Telt – scrive il premier su Facebook – società incaricata della realizzazione della Torino – Lione, invitandola ad astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara. Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a ‘ridiscutere integralmente’ questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati”.

“La società Telt – aggiunge Conte – mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio Governo e del Governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato. Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani. Qui di seguito trovate le due lettere. Lavoriamo in piena trasparenza perché non ci lasciamo condizionare dalle pressioni opache di gruppi di potere o comitati di affari. Fino a quando questo Governo sarà in carica, per quanto mi riguarda – conclude Conte – sarà così. Sempre”.

IL CARROCCIO – Torna dunque il sereno in seno all’esecutivo sulla Tav. A lanciare segnali di pace è da Milano il vicepremier Matteo Salvini. “Non c’è nessuna crisi in vista” ha spiegato. “La situazione economica è tale che nessuno si può permettere di giocare sul futuro degli italiani” il suo pensiero raggiungendo il pranzo per il suo compleanno organizzato dagli Amici della lirica. Entrando nel merito della Torino-Lione, Salvini ha poi aggiunto: “Farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l’Europa, l’opera si faccia”. “Una riduzione e revisione” del progetto della Tav “è sicuramente doverosa, e anche una ridiscussione dei finanziamenti”. “Non si può fare una mezza Tav evidentemente. Faremo quello che abbiamo promesso agli italiani, la revisione del progetto, questo sarà. Le crisi le lascio come dibattito giornalistico, non ci sarà nessuna crisi e questo governo lavorerà a lungo”. E se non si dovesse trovare un accordo nel governo “si può pronunciare il Parlamento, si possono pronunciare gli italiani con un referendum consultivo. L’accordo si può trovare in Parlamento o nel Paese”. Insomma, il governo va avanti.

I 5 STELLE – Segnali di pace dal Carroccio che in casa 5Stelle accolgono a braccia aperte. “Felice che Salvini abbia cambiato idea, la crisi era stata minacciata da lui. Ci rincuora sapere che abbia a cuore il destino del governo come noi. Dobbiamo lavorare per gli italiani, c’è ancora molto da fare”, è il “cinguettio” del sottosegretario Stefano Buffagni. “Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente”, aggiunge Luigi Di Maio. “Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti. Andiamo avanti con altre opere, con Quota 100, con investimenti produttivi per le imprese, con il Reddito di Cittadinanza e con tutto ciò di cui il Paese ha bisogno, ora. Ce lo chiedono gli italiani”. Commenta così, su Facebook, il vicepremier Luigi Di Maio gli sviluppi del “caso Tav”. Un Di Maio soddisfatto evidentemente dei segnali di pace mandati da Matteo Salvini, ma che non rinuncia a una stoccatina all’alleato di governo: “Le ‘teste dure’ o frasi come ‘vediamo chi va fino in fondo’ non mi appartengono, sono folklore che non fa bene all’Italia. Siamo stati eletti per servire gli italiani ed è quello che faremo con responsabilità”. E il sottosegretario al Mef, Laura Castelli, annuncia su Facebook. “Abbiamo ottenuto il rinvio dei bandi per il Tav che partiranno tra 6 mesi solo se Italia e Francia raggiungeranno un accordo serio. Tutto questo senza nessun costo per lo Stato e senza toccare i soldi degli italiani. Questo governo prosegue forte del rispetto del suo contratto fondatore per realizzare le cose che servono all’Italia”. In mattinata, sempre di Tav ha parlato anche il presidente della Camera, Roberto Fico. Il no alla Tav “non è un atto ideologico”, ma una “battaglia identitaria del Movimento 5 Stelle e quindi ne comprendo bene la durezza”.