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Economia

Corte Conti: 2019 non facile, Paese su un crinale particolarmente stretto

Avoli: Stop a inconcludente rissosità. Su quota 100: paura di vuoti negli organici, avanti i giovani. E ancora: assenteismo endemico, paese manca di infrastrutture adeguate
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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“Se si volge lo sguardo verso il futuro, il 2019 e gli anni successivi si presentano non facili per il governo dei conti pubblici, anche per effetto di uno scenario economicofinanziario che, a livello internazionale, sembra destinato a un ripiegamento non previsto solo pochi mesi fa. Questa nuova, meno favorevole, prospettiva internazionale non può non riflettersi sul quadro macroeconomico e di finanza pubblica del nostro Paese, rendendo più stringenti i margini delle azioni di riequilibrio del disavanzo e del debito”. Lo ha detto il Presidente della Corte dei conti, Angelo Buscema in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

”In sede programmatica, gli spazi per garantire un percorso di seppur lenta riduzione del debito appaiono molto contenuti, ponendo il Paese su un crinale particolarmente stretto. A tal fine occorre adottare alcuni indirizzi prioritari. In primo luogo, va ribadita l’importanza di interventi di razionalizzazione della spesa pubblica per liberare risorse in grado di riqualificarla, a fronte di esigenze crescenti per l’invecchiamento della popolazione e per il rilancio degli investimenti infrastrutturali e di innovazione”.

“Un attento bilanciamento delle misure di razionalizzazione della spesa e degli impegni derivanti da tali fattori di spinta è necessario, anche allo scopo di evitare i rischi di un graduale spostamento sui cittadini degli oneri per i servizi essenziali. Si rafforza, poi, l’esigenza di un’accurata verifica delle quantificazioni dei provvedimenti proposti e di un monitoraggio anche in corso d’anno delle fasi attuative delle principali misure, nonché della messa a punto di assetti organizzativi indispensabili alla riuscita degli interventi, come le agenzie del lavoro, la struttura di missione per gli investimenti e l’autorità per la progettazione”.

”In secondo luogo, la ripresa dell’attività di accumulazione del capitale pubblico richiede un particolare impegno per la semplificazione del quadro normativo, l’adozione di misure di regolazione più rispondenti alla rapidità con cui mutano i fattori di competitività dei mercati e il superamento di alcune condizioni vincolanti poste all’operare delle amministrazioni. In questa direzione muovono gli interventi di revisione delle procedure di appalto, le modifiche di specifici istituti del Codice dei contratti e la semplificazione delle regole in tema di equilibrio dei bilanci delle amministrazioni locali. Anche il sistema dei controlli nel suo complesso e, in primis, quello affidato alla Corte, non può sottrarsi a questo indirizzo innovativo, così da accompagnare con adeguata tempestività la gestione, garantendo un costante esame dei risultati ottenuti”.

STOP RISSOSITA’ – “Certamente stiamo vivendo un tempo complesso, caratterizzato da innumerevoli conflitti di varia natura per tutti i continenti, da una globalizzazione incontrollata – già foriera di una altrettanto rischiosa deglobalizzazione – da crisi economiche e latenti focolai sociali, da congiunture commerciali avverse e crisi migratorie difficili da veicolare, dalla invasività troppo spesso petulante delle reti di comunicazione sociale, dal disallineamento fra la realtà oggettiva dei fatti e quella virtuale”. Lo ha detto il Procuratore generale della Corte dei Conti Alberto Avoli in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Disallineamento quest’ultimo assai pericoloso: come ebbe ad osservare già qualche secolo or sono Napoleone ‘in un sistema politico tutto va male quando le parole sono in contraddizione con le cose’. Occorre proprio adesso dimostrare coraggio; il coraggio di uscire da una inconcludente rissosità continua, di superare l’“epoca delle passioni tristi”, per dirla con Spinoza, il coraggio di non rendere deserto il futuro dei giovani in nome di un eterno presente, il coraggio di recuperare il sogno di un domani migliore, il coraggio di avere ideali e valori”.

INFRASTRUTTURE – “Il nostro Paese non dispone di un patrimonio infrastrutturale adeguato al suo sistema economico e produttivo. Si tratta di una realtà incontrovertibile che incide negativamente anche sulla qualità della vita dei cittadini: i trasporti, la viabilità, le reti di comunicazione, i sistemi portuali, la raccolta e la valorizzazione reddituale dei rifiuti, la sicurezza del lavoro, la manutenzione idrogeologica del territorio sono questi alcuni dei principali settori di sofferenza. La mancanza di congrui investimenti al riguardo rischia di accrescere ulteriormente il gap economico e produttivo con gli altri Paesi, non solo facendo perdere competitività all’Italia ma determinando anche un peggioramento delle condizioni sociali delle comunità. In ogni caso si perdono occasioni importanti per potenziare quella ricchezza nazionale che è fondamentale per recuperare il disavanzo dei bilanci pubblici senza ricorrere all’aumento della pressione fiscale ovvero all’incremento del debito o ancora a misure straordinarie di prelievo. I recenti assetti di bilancio sembrano andare verso una politica riduttiva degli investimenti. È auspicabile che si tratti di un ridimensionamento solo temporaneo, giustificato in qualche modo dalla necessità di rimodulare le priorità e di definire nuovi modelli procedurali. 15 Né gli investimenti indispensabili al nostro Paese riguardano solo i beni materiali. Le maggiori criticità anzi si registrano nel settore dei beni immateriali: è evidente l’assoluta inadeguatezza delle risorse destinate alla innovazione tecnologica, alla ricerca, all’istruzione ed alla cultura in genere”.

QUOTA 100 E ASSENTEISMO – “Le recenti disposizioni in materia previdenziale, che facilitano i percorsi di pensionamento del personale, suscitano notevoli preoccupazioni circa le ricadute sulla organizzazione degli uffici per i vuoti negli organici che presumibilmente si apriranno copiosi nel breve termine. Tali vuoti, tuttavia, costituiscono una occasione unica da non perdere per promuovere il ricambio generazionale nei quadri pubblici con l’immissione in ruolo di risorse portatrici di professionalità specifiche, maggiormente aperte all’innovazione dei processi di gestione e al corretto utilizzo delle tecnologie. Sarà importante consentire ai nuovi assunti la fruizione di adeguati percorsi di formazione e di aggiornamento e, soprattutto, far maturare in loro il senso di appartenenza, l’orgoglio di servire il pubblico interesse. Motivare il personale, del resto, significa valorizzarne la professionalità e contrastarne tutte le condotte che esprimono disaffezione, apatia, passività, quando non giungono agli estremi di comportamenti assenteisti, passibili di censura disciplinare, penale e contabile. A questo riguardo – tornando al presente – le Procure regionali, quasi tutte, hanno dovuto anche nello scorso anno promuovere indagini in materia di assenteismo fraudolento (timbratura del cartellino al posto di colleghi, allontanamento dal servizio senza autorizzazione, simulazione di infermità, svolgimento di attività extraistituzionale in orario di lavoro). Il fenomeno dell’assenteismo può considerarsi endemico ed è difficile da estirpare. Si sono susseguite nel tempo normative sempre più stringenti, ma i risultati conseguiti non sono stati pari alle aspettative”.

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