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Politica

Salvini: “Noi non esageriamo con Macron, lui esagera con i francesi”

Lo sfogo del ministro. "Vogliono usare la diplomazia per coprire problemi interni". Di Maio incontra i gilet gialli? "Riteneva giusto farlo". Il governo cade? "La mia parola vale più dei sondaggi".
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di glv

Un Matteo Salvini a tutto campo. Da Bankitalia alla Consob, da Macron ai gilet gialli, dalla Tav ai sondaggi. Maria Latella, davanti alle telecamere di SkyTg24, chiede subito al ministro dell’Interno della sorte di Luigi Federico Signorini, il vicedirettore di Bankitalia sul quale si sarebbero accapigliati a Palazzo Chigi Luigi Di Maio e Giancarlo Giorgetti. “Rinnovare questi organismi mi sembra il minimo al di là dei nomi e dei cognomi”, ha premesso Salvini. “Non lo conosco come persona. Ma chi non ha vigilato in passato sulle banche deve trarre le sue conseguenze. Non è una questione ad personam”. Futuro segnato, dunque, per Signorini. Non per Paolo Savona, appena indicato al vertice della Consob. “Sarà garanzia di vigilanza. Un segnale di cambiamento, coerenza e onestà”.

Quindi l’intervista si è trasferita Oltralpe, al gelo Roma-Parigi e a quell’incontro di Luigi Di Maio con il capo dei Gilet gialli. “Non siamo noi che esageriamo con Macron”, ha spiegato il ministro dell’Interno, “è Macron che sta esagerando con i francesi. Ho ribadito la mia disponibilità ad incontrare il ministro dell’interno francese anche la prossima settimana. Sì, c’è stata a livello politico qualche discussione. Ma conto che i problemi si risolvano. Temo che vogliano usare la diplomazia per coprire problemi interni”. “Ma ora l’Italia è tornata centrale. Non possono più decidere tutto tra Berlino e Parigi e poi telefonare a Roma”. E l’incontro di Luigi Di Maio con i gilet gialli? “Riteneva giusto farlo”.

Quindi Latella è tornata nel Belpaese. Toninelli è il ministro che dà più problemi? “I problemi li risolvo non li commento”. E la Tav? “Dobbiamo sbloccare tutti i cantieri. La Tav serve”. Sui sindacati scesi in piazza tutti insieme a Roma, poi, il vicepremier ha aggiunto: “Se la manifestazione è pacifica, è la benvenuta. Se da quella piazza arrivano idee interessanti bene”. Infine uno sguardo al futuro, oltre l’orizzonte delle elezioni europee. Cosa succederà dopo le europee, voi e i Cinquestelle ognuno per la propria strada? “Dal primo giugno – quando abbiamo giurato – si dice che il governo cade. Nei fatti stiamo dimostrando che volere è potere”. La prossima manovra la farà lo stesso governo? “C’è un contratto. Dura 5 anni. Voglio andare avanti”. Eppure i sondaggi raccontano di una Lega primo partito in Italia. “I sondaggi valgono zero. La mia parola vale più dei sondaggi e di qualche articolo di giornale”.

Infine un salto al Venezuela: “Finalmente siamo alla fine di una dittatura. Spero in elezioni libere e democratiche il prima possibile. Lunedì – ha annunciato Salvini – incontro una delegazioni di parlamentari venezuelani”. Dulcis in fundo, la “canzonette” del Festival di Sanremo. Le è piaciuta, chiede Latella, la canzone di Achille Lauro “Rolls Royce”? “Penosa e pietosa. Preferisco Ultimo, il Volo. Ho preferito Ligabue, Cocciante e Loredana Berté. Quella non è musica. Poi – ha allargato le braccia Salvini – ognuno fa quello che crede”.